Il futuro della Ferrari e di Montezemolo

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blog / 12 agosto 2014

La pausa di agosto ha fermato il lavoro nelle squadre di F1 ma non ha sospeso le grandi manovre sotterranee che potrebbero rivoluzionare la struttura della Ferrari nel futuro. Anzi, per certi versi questa è l’estate più calda per il Cavallino degli ultimi anni. Da una parte Alonso sta proseguendo la sua trattativa per avere da Maranello un forte adeguamento dell’ingaggio in caso di estensione di contratto fino al 2019 (a proposito, non credete alla imbarazzata smentita del pilota e della squadra: la notizia che abbiamo anticipato su Autosprint è vera ed è confermata da nostre fonti molto attendibili), dall’altra si sta delineando un nuovo scenario che potrebbe riguardare anche il presidente Montezemolo. Di cui tornano a circolare le voci di una uscita dalla presidenza del Cavallino per accettare lo stesso incarico nella “nuova” Alitalia dopo l’accordo con la compagnia araba Etihad.

Ma perché Montezemolo dovrebbe lasciare la presidenza della Ferrari e che conseguenze potrebbe avere tutto questo? Bisogna partire dal fatto che è ormai evidente che si è logorato il rapporto fra Luca di Montezemolo e lo stato maggiore della Fiat. Non soltanto con Sergio Marchionne, che non è mai stato il primo “tifoso” di Montezemolo, ma soprattutto con John Elkann che della Fiat è il presidente e rappresenta in tutto e per tutto la famiglia Agnelli nell’azionariato.

Anni fa, alla morte di Gianni (2003) e poi di Umberto Agnelli (2004), proprio la famiglia Agnelli, che si era trovata di colpo allo sbando senza più una vera guida per l’industria automobilistica di proprietà, aveva voluto Montezemolo nel ruolo di presidente Fiat per garantire la continuità. Montezemolo era un amico di famiglia, un manager conosciuto e di cui fidarsi, l’uomo cui l’Avvocato aveva dato tanti anni prima la presidenza del proprio gioiello di famiglia, la Ferrari, per rilanciarla. Cosa che aveva compiuto con successo.

Ma da quel 2004 sono cambiate tante cose e soprattutto è salita al potere la nuova generazione della famiglia Agnelli, rappresentata da John Elkann e da suo cugino Andrea Agnelli (attuale presidente della Juve) che ha sostituito le anziane sorelle dell’Avvocato, in particolare Susanna Agnelli che era stata il principale sponsor di Luca Montezemolo come presidente Fiat nel 2004. Ed ora appare evidente la volontà della nuova generazione di voler riportare la famiglia Agnelli al comando delle imprese di famiglia.

Così dopo anni di autonomia assoluta in Ferrari, ora Montezemolo da qualche tempo sta subendo sempre più frequentemente le pressioni di Marchionne ed Elkann. E le cose si sono accelerate dal momento dell’annuncio della fusione Fiat-Chrysler. La quotazione del nuovo gruppo FCA alla borsa di New York ha fatto abortire i progetti di Montezemolo che da tempo pensava di far quotare in borsa la Ferrari su una piazza straniera (si parlava di Singapore). Ora invece il Cavallino dovrà seguire le strategie dei marchi di lusso del gruppo e avrà sempre meno autonomia.

Un altro momento delicato è accaduto lo scorso 6 maggio, quando Marchionne ha tenuto negli USA, presso la sede della Chrysler, la famosa assemblea in cui avrebbe svelato i piani quinquennali del gruppo. Un momento delicato e importante, dove si doveva far risaltare di fronte ai principali azionisti la compattezza del gruppo, i grandi progetti in cantiere e le ambiziose prospettive di sviluppo. Ebbene, mentre per tutti gli altri marchi – Fiat, Chrysler, Maserati, Jeep, ecc – sono stati i rispettivi numero uno delle varie marche, ovvero gli amministratori delegati, a descrivere i piani aziendali, nel caso della Ferrari è salito sul palco Marchionne in persona. È stato lui a rivolgersi agli azionisti in nome e per conto del Cavallino, e non Montezemolo che al convegno in Usa non era nemmeno presente. Molti l’hanno interpretato come un chiaro segnale per dimostrare chi comanda veramente nel gruppo.

L’ultimo episodio pochi giorni fa, quando nel rinnovo del consiglio di amministrazione Fiat Montezemolo non è stato inserito nel board di comando, dove era presente da tanti anni. In quel caso John Elkann si è giustificato dicendo che bisognava rinunciare a nomi italiani per far spazio agli stranieri per dimostrare la maggiore internazionalità del gruppo FCA. Peccato che di italiani nel board ce ne siano ben cinque, tra cui i soliti uomini di famiglia, Elkann e Andrea Agnelli.

Appare quindi evidente che giorno dopo giorno il duo Marchionne-Elkann stia togliendo sempre più spazio ed autonomia operativa a Montezemolo. Compresa la direzione dell’attività F1, affidata a Marco Mattiacci che è stato voluto dal duo Marchionne-Elkann, non da Montezemolo. Il quale per ora può difendersi rivendicando i grandi successi commerciali della Ferrari che anno dopo anno batte regolarmente i propri record di vendite e fatturato. Ma questa situazione non potrà andare avanti a lungo. Anche perché appare ormai chiaro che la strategia del rilancio Fiat sui mercati internazionali è affidata al “polo del lusso” che comprende Ferrari, Maserati e Alfa Romeo sempre più integrate fra loro in termini di produzione, strategia in contrapposizione con quello che era la visione di Montezemolo di una Ferrari indipendente ed autonoma.

In mezzo a queste situazioni è capitata la vicenda Alitalia-Etihad dove guarda caso i nuovi proprietari della compagnia aerea italiana sono da tempo in strette relazioni con la Ferrari. Etihad è la compagnia aerea di Abu Dhabi ed era sponsor del Cavallino in Formula Uno, tanto che la scritta campeggiava sull’alettone posteriore della Ferrari F1 di qualche anno fa. Ad Abu Dhabi la Ferrari ha creato il suo parco tematico e Montezemolo intrattiene ottimi rapporti con gli sceicchi del paese. Questo ha fatto pensare che lui possa essere l’uomo ideale per la presidenza della futura Alitalia. Ma Montezemolo vorrebbe conservare anche la presidenza della Ferrari. In passato più e più volte ha dichiarato che la Ferrari rappresentava la sua vita e a Maranello sarebbe volentieri rimasto per sempre. Ma se fosse messo nelle condizioni di dover scegliere?

Nel caso Montezemolo lasciasse davvero la Ferrari, l’ipotesi più probabile è che la presidenza torni nelle mani di un uomo della famiglia Agnelli. Come è successo con la Juventus, l’altro gioiello di famiglia. Ma può essere davvero il timido John Elkann – perché si parla di lui – l’uomo giusto per guidare una azienda come la Ferrari?

Il presidente ideale del Cavallino non deve essere soltanto un manager con grandi competenze finanziarie ma – come ha dimostrato perfettamente Montezemolo – deve possedere anche doti differenti perché il presidente della Ferrari ha un ruolo diverso rispetto a quello di altri marchi automobilistici. La Ferrari è un’eccellenza, un’icona di stile, quindi il suo n.1 deve essere anche una specie di super ambasciatore di tutto quello che s’identifica col marchio Ferrari, Un uomo capace di saper interpretare gusti e mode e imporre le tendenze stilistiche in materia di automobili; e poi una persona con qualità relazionali spiccate per interloquire con quei personaggi famosi – dagli attori fino ai Re – che sono gli acquirenti tipici delle Ferrari. Ma anche un uomo con una profonda conoscenza dei meccanismi dello sport perché la F1 è troppo importante per un marchio come Ferrari. Montezemolo incarna tutte queste qualità. Di nessun altro nel gruppo Fiat si può dire lo stesso. Chi potrà sostituirlo?

Alberto Sabbatini

  • 111ADDICT

    Direi che il Direttore aveva fatto centro. Complimenti

  • Makino 2

    Come ho già espresso. Dio ci guardi dai dirigenti Fiat . Marchionne ha fatto fuggire menti come : Walter de Silva. Ora capo dello stile del gruppo wolkswagen audi con tutti i suoi marchi ( lamborghini compreso). Wolfgang Egger capo stile Audi e capo stile Giugiaro. Lua de Meo membro del consiglio d’amministrazione marketing di Audi ,per fare il presidente Ferrari ci vuole anche cuore e umiltà Lui. Non li ha Ferraristi ci toccherà tifare Mercedes. Vorrei essere smentito!!!!!!

    • Amentefredda

      De Silva se ne’ andato 4 anni prima che arrivasse Marchionne, Egger e’ diventato capo designer di Seat 5 anni prima.
      Al contrario Marchionne ha chiamato, da Audi, Harald Wester a fare il CEO di Alfa e Maserati.
      Smentito.

  • FEDERICO SANDOLI

    COMUNQUE RITENGO MARCHIONNE UN ARROGANTE POTENTE SENZA UN MININO DI CLASSE, CERTI DISCORSI VANNO FATTI A QUATTR OCCHI CHIUSI IN UNA STANZA, NON A MICROFONI APERTI. ALLA FINE LA FIAT E VISSUTA NELL UTERO DELL ITALIA SUCCHIANDO RISORSE, E ORA CHE L ITALIA HA BISOGNO ESCE DAL PAESE. MARCHIONNE FACCIA QUALCOSA PER L ITALIA, IL SUO MERCATO PIU FLORIDO.

    • albertomagnani

      mamma mia, Italia il mercato piu` florido per la Fiat? La classe si dimostra assumendo responsabilita` e compiendole, e diciamo pure una cosa, ha fatto di piu` Marchionne per la immagine della Italia internazionalmente che i patetici show dei nostri politici tutti, cioe` una immagine di lavoro e successo. Altro discorso e` Ferrari, e quello che Marchionne ha voluto ribadire e`che LCD e` un impiegato e non puo` ne deve avere una agenda privata, come la pretesa di quotizzare in borsa indipendentemente, per cui anche se fosse una scusa che non ha vinto negli ultimi sei anni, motivi ci sono per il distacco. Non si puo` negare che LCD e` convinto di ESSERE la Ferrari, ma lui la ha certamente saputa dirigere, come ci si aspetta da uno strapagato dirigente, mica la ha fatta lui. Poi quali risorse ha succhiato la Fiat, che non abbiano succhiato tutta la classe dirigente in generale? La Fiat e` una bandiera italiana e che non sia stato possibile fare dell’Italia il fulcro della sua attivita`e` una colpa politica, l’ennesima

    • Amentefredda

      Il primo a ragliare ai microfoni di Monza era stato Montezemolo….
      Marchionne ha dovuto difendere pubblicamente il cda, non aveva alternative lo pagano per questo.
      C’e’ qualcosa che non va nell’ operato di Marchionne? in questo caso non vale prendersela con lui ma con la Famiglia.
      Ambasciator non porta pena.

  • FEDERICO SANDOLI

    CONTINUO LA MIA DISCUSSIONE, PERCHE NELLE INTERVISTE DI RITO A PIERO FERRARI, NON MI E PARSO DI SCORGERE UN CERTO DI DISPIACERE ALLA SOSTITUZIONE DI LCDM, FORSE MONTEZEMOLO COI SUOI MOLTEPLICI INTERESSI FUORI DALLA FERRARI STA STANCANDO L ENTOURAGE FERRARI E FIAT?

  • FEDERICO SANDOLI

    MHA DOPO IL GP D ITALIA DI IERI, LE CRITICHE DI MARCHIONNE, MOLTO ASPRE MA IN LINEA COL PERSONAGGIO, NON POSSONO CHE ESSERE ACCOLTE. MA QUELLO CHE MI SEMBRA STRANO CHE QUESTE CRITICHE STIANO VENENDO ALLO SCOPERTO DOPO LE INTERVISTE AD ALDO COSTA E A MARMORINI, QUASI A VOLER METTERE ALLO SCOPERTO LE PRESUNTE RESPONSABILITA DI LCDM NELL ATTUALE SITUAZIONE DELLA SQUADRA CORSE. DI SICURO ERRORI NE SONO STATI COMPIUTI, MA SECONDO IL PIU GRANDE ERRORE E STATO QUELLO DI SOTTOSCRIVERE DEI REGOLARMENTI CHE ANDAVANO PALESEMENTO CONTRO LA TRADIZIONE FERRARI; LA MANCANZA DI TEST, DA SEMPRE LA FERRARI HA USATO LA PISTA AL POSTO DELLA GALLERIA DEL VENTO O PER CONFERMARNE LA VERIDICITA DEI DATI, E L IMPOSSIBILITA DI METTERE MANO AI MOTORI PER RIMEDIARE GLI INEVITABILI ERRORI DI PROGETTAZIONE CHE PURTROPPO POSSONO SUCCEDERE. UN PASSAGGIO EPOCALE NON ACCOMPAGNATO DA PERSONE CON UNA MENTALITA APERTA E PRONTA A SOSTITUIRE LA PISTA AI SIMULATORI. A ME NON PIACE QUESTA FORMULA 1 E NON DIMENTICATE CHE LA FERRARI GUIDATA DA FERRARI NON HA VINTO NIENTE DAL 1979 E DAL 1983, EPPURE NESSUNO HA PROVATO A METTERLO IN DISCUSSIONE.

  • Alexscud

    Chi potra’ sostituirlo ?
    Attualmente..nessuno !
    Condivido totalmente quanto commentato da Alberto, non ci sono “personaggi” in grado di sostituire Montezemolo perche ben pochi al mondo hanno la Sua stessa capacita’ di relazione. Inoltre, gli va’ riconosciuto successo commerciale della Ferrari a livello mondiale e non va dimenticato il successo ottenuto in F1.
    Credevo che la nomina di Mattiacci fosse “farina del suo sacco” , ho saputo solo adesso che tale errore e’ imputabile a Sergio Marchionne che di esperienza in F1.. quasi zero..! Nulla contro Mattiacci ma la sostituzione andava fatta con un vero e proprio ” personaggio ” scaltro e d’esperienza. Soprattutto quando la squadra e’ in gran difficolta’ tecnica e di strategie di gara. Tanto valeva lasciare Stefano Domenicali che , a mio avviso , ha pagato le scelte della Direzione . Non andava sostituito Marmorini per lo stesso motivo.
    La nuova FCA non deve dimenticare che il successo di Ferrari e’ legato alle corse..

  • Alessandro Castriotta

    In effetti, leggendo questa analisi in retrospettiva, si può quasi notare come i problemi della Ferrari sono iniziati proprio da quando la Fiat sembra aver voluto decidere di iniziare a “comandare” in autonomia.
    Guardando ai risultati, sembrerebbe che questi problemi siano sorti dal 2009 in avanti.
    Se le cose stessero realmente così, è difficile prevedere cosa aspettarsi per il futuro della Ferrari.

  • zoran13

    FIAT CHRYSLER AUTOMOBILES NV

    Fiat Chrysler Automobiles NV (FCA) – sara una nuova società registrata nei Paesi Bassi, l’ufficio delle imposte avrà a Londra, azioni saranno quotate in programma 13.ottobre 2014 a New York…si consiglia agli investitori acquistare azioni Fiat “con un obiettivo di prezzo quota di € 16,50; oltre il 90% a testa…

    TOP 10 – azionisti
    1.Giovanni Agnelli e C.S.a.p.az. – 375,972,150 azioni – 30.9% – 3,267.6 (€ in mm)
    2.Baillie Gifford & Co. – 61,286,212 azioni – 5.0% – 532.6 (€ in mm)
    3.BlackRock,Inc.(NY SE:BLK) – 38,449,885 azioni – 3.2% – 334.2 (€ in mm)
    4.Norges Bank Investment Management – 24,139,854 azioni – 2.1% – 218.5 (€ in mm)
    5.Capital Research and Management Company – 22,982,403 azioni – 1.9% – 199.7 (€ in mm)
    6.Grantham, Mayo, Van Otterloo & Co. LLC – 12.992,183 azioni – 1.1% – 112.9 (€ in mm)
    7.Olfield Partners LLP – 11,880,608 azioni – 1.0% – 103.3 (€ in mm)
    8.The Vanguard Group,Inc. – 11,034,209 azioni – 0.9% – 95.9 (€ in mm)
    9. Sunamerica Asset Management, LLC – 11.028,138 azioni – 0.9% – 95.8 (€ in mm)
    10.Bessemer Investment Management LLC – 5,734,633 azioni – 0,5% – 49.8 (€ in mm)

    SERGIO MARCHIONNE
    Marchionne ha attualmente opzioni per l’acquisto di 10.670.000 azioni ad uno sciopero di € 6,583 per azione, con scadenza al 1 ° gennaio 2016, e altre opzioni per l’acquisto di 5.000.000 azioni ad una di € 13,37 per azione, con scadenza 3 novembre, 2014
    http://www.google.si/url?url=http://www.sohnconference.org/wp-content/uploads/2014/05/FCA_Presentation_Sohn.pptx&rct=j&frm=1&q=&esrc=s&sa=U&ei=X_MCVIDYOOWgyAPTzIH4Dw&ved=0CCIQFjAC&usg=AFQjCNGFg-kxf_2SvwEYbYv6TGXXfdTcDg

  • Federico Piccoli

    Secondo me l’attuale politica del gruppo l’ha spiegata chiaramente Conte: non puoi andare in un ristorante da 100 € con solo 10. Ossia riduzione costi delle filiali (che vuol dire manager meno brillanti), massimalizzare gli utili, sponsor che paghi (e imponga le sue condizioni), ecc…

    • Amentefredda

      Appunto debbono fare cassa, certo non la fanno riducendo i costi, ma vendendo i gioielli ( si fa per dire ) di famiglia

  • http://kkk-news.com/ KKK

    Il futuro della Ferrari e di Montezemolo? Non ho la palla di vetro, ma mi basta guardare bene la foto in alto. Chi è entrato e chi uscirà. Qualcuno ha detto che Mattiacci parla poco: infatti non deve parlare, visto che tra Montezemolo e Domenicali hanno parlato tanto da coprire anche i prossimi cinque anni e i loro fatti sono sotto gli occhi di tutti.

  • SMPE

    Fermo restando che nessuno vive per sempre… ma Montezemolo vive, respira, mangia, e sogna Ferrari… possibile che non ha allevato al suo cospetto uno nuovo in grado di avanzare? Quando mori’ Enzo Ferrari, si susseguirono Ghidella e Fusaro, uomini FIAT per certi versi anonimi e sterili con solo il tema “corporate” FIAT a cuore… Montezemolo ha fatto tesoro delle sue esperienze “in provincia” a Maranello per rilanciare una Ferrari che neanche Enzo si poteva immaginare… forse qualcuno dovrebbe cominciare a “spingere” Enzo Ferrari Jr., nipote di Piero, per mantenere viva la tradizione… a meno che Giovanni Elkan ed Andrea Agnelli non lo vedono come minaccia alle proprie ambizioni…

    • Amentefredda

      Minacce? Il Board della Fiat non e’ quello della Ewing Oil del famoso sceneggiato Dallas. Immagino che tutti i componenti del board Fiat abbiano le proprie aspirazioni, ma la volonta’ di personaggi dello spessore di John Elkann piuttosto che Andrea Agnelli temo conti ben poco rispetto a quello che le banche si aspettano. La Chrysler non e’ stata “venduta” alla Fiat perche’ cosi vollero John, piuttosto che Marchionne , la Chrysler e’ stata ricostituita come newco, pulita dai debiti, e “venduta” a Fiat perche cosi’ vollero le Banche, le stesse che finanziarono la campagna elettorale di entrambi i candidati presidenti USA per intenderci. Obama ne prese atto e sottoscrisse l’ accordo. Basta questo fatto a dare la reale dimensione del peso politico di John Elkan piuttosto che dell’ altro come si chiama … Andrea Agnelli?

  • Amentefredda

    Mi sembra che il piano di Marchionne sia abbastanza chiaro: condensare in un polo del lusso (chiamiamolo Premium come piace a lui) i marchi Alfa, Jeep, Ferrari e Maserati ed eventualmente scorporarli da FCA come le trattative per un ‘ ipotetica cessione di Fiat & Chrysler a VW lasciano intuire. Enzo Biagi scriveva che casa Fiat e’ come la famiglia Savoia: si comanda uno alla volta, ora tocca a Marchionne. Come fece Valletta a suo tempo, ora sta traghettando la Fiat verso un’ altra dimensione, fuori dalla palude Italia. Finche’ il consiglio di amministrazione lo riterra’ opportuno comanda lui, non Lapo ne’ John e tanto meno Andrea. La Ferrari e Montezemolo? Montezemolo non e’ solo un amico di famiglia, ma ormai e’ anche, di fatto, un membro della famiglia. Puo’ darsi che la sua idea di quotare la Ferrari sia stata cassata, puo’ darsi che stia considerando altre opportunita’, ma non vedo in corso una lotta intestina, anche perche’ i vari ipotetici protagonisti sono delle figure secondarie, a parte il solo Lapo, che con tutti i difetti e’ l’ unico giovane di spessore del branco. Personalmente non ritengo che il sucessore di LCDM debba essere per forza Italiano, ad esempio di che nazionalita’ e’ il CEO di Maserati?

    • Der Kaiser

      Salve AMF. Mi sfugge il senso di una simile operazione: per quale motivo il CdA della Exor dovrebbe vendere la FCA alla Volks? Marchionne è uno che macina denaro come una mola, senza mai fermarsi: lo vedo piuttosto comperare altri marchi e portare la FCA a vette più elevate. Inoltre, se non ho letto male, nei suoi prossimi piani vi è il rilancio – anche sportivo – dell’Alfa Romeo non tanto nel vecchio continente quanto soprattutto in quello nordamericano.

      • Amentefredda

        Ciao Kaiser, ovviamente quello che scrivo e’ solo farina del mio sacco. In ogni caso hai toccato il punto nel finale del tuo commento: il piano di rilancio Alfa Romeo, perche’ sia credibile o meglio perche’ porti frutti tangibili, deve essere sostenuto finaziariamente. Non trasformi un’ Alfa in una BMW semplicemente montandogli un V8 Ferrari. Piu’ di una volta il buon Marchionne ha sostenuto che il segmento Premium e’ quello piu’ profittevole e meno a rischio in termini di investimento. Se la Exor vuole consolidare la propria posizione in un mercato generalista in continua evoluzione trainato dai giapponesi e dalla VW, senza avere il supporto del mercato Cinese o tira fuori un motore ad acqua o restera’ delusa. In realta’ il jolly l’ ha gia’ avuto in passato (il common rail) ma l’ ha speso male per mancanza di visione imprenditoriale. Oggi la cosa piu’ logica che si possa fare, a mio piu’ che umile avviso, e’ disegnare un nuovo gruppo Audi. Per farlo servono l’ Alfa Romeo, la Dodge (perche’ no), la Jeep la Maserati, la Ferari e i “dindi” che possono arrivare dalla vendita di Fiat e Chrysler. Guarda caso gli investimenti FCA in nuovi modelli si sono concentrati su Dodge Jeep, Maserati, Ferrari e in arrivo Alfa. La Fiat non ha partorito alcun nuovo modello a parte la Panda., La Chrysler continua imperterrita con la serie 200, 300 e il minivan Town & Country. Al contario la Dodge ha investito parecchio nella nuova Dart, sta cambiando pelle chiudendo la produzione del minivan Caravan e aprendo la linea ipersportiva (all’ americana ovviamente) SRT. Infine l’ indebitamento, che non e’ tale da limitare l’ operativita’ ma comunque non puo’ che pesare sugli investimenti, raccomanderebbe fare un po’ di cassetta. Insomma sulla base di questo ho espresso la mia opinione.

        • Alberto Sabbatini

          La dart altri non è che la Giulietta…

          • Amentefredda

            Si, peccato che la Giulietta
            non abbia il V6 e la strumentazione della Dart, ma e’ evidente il tentativo di sportivizzare la Dodge dall’entry model alla Viper, per far si che sia all’altezza come immagine di Jeep, Alfa e Maserati e quindi utilizzare la rete di vendita Dodge per distribuire gli altri tre marchi

  • ricccris

    IO voterei per Lapo Elkann…fuglido esempio di intelligenza – vedi i suoi parcheggi con la sua Ferrari… – buon gusto – vedasi abbigliamento personale e colorazione mimetica sempre della sua Ferrari… – e soprattutto acume imprenditoriale (grande capitano di industria…da fallimento) !

  • profondorosso

    Vincera’ Lapo? Sai che catastrofe!

    • http://kkk-news.com/ KKK

      Da quando Montezemolo ha pagato un campione del mondo per non correre è stata una catastrofe. Tutte le decisioni portano la sua firma perciò dubito che Lapo possa fare di peggio di come sta messa la Ferrari oggi. E’ un “balzano da quattro”: proprio quello che ci vuole.

  • Der Kaiser

    Cosa passa nella testa di Marchionne lo sa solo lui quindi dare una risposta al quesito è molto difficile in questo momento. L’establishment che fu di Gianni Agnelli e di Cesare Romiti – imposto da Mediobanca – ed ereditato da LCdM è stato esautorato da Marchionne cui va il merito di aver blindato la Exor, la cassaforte della famiglia Agnelli, sottraendola alla morsa delle banche ( San Paolo, Intesa, Unicredito e Capitalia, queste due ultime controllanti Mediobanca ) che volevano trasformare i prestiti in azioni Fiat per acquistarne il controllo. Dopo la morte dell’avvocato, la famiglia Agnelli si era affidata a LCdM ma la coabitazione con Marchionne non è mai stata rose e fiori, al contrario, e gli amici di LCdM sono spariti dai posti chiave e di pari passo il Gruppo ha risalito la china ed è attualmente il 6° gruppo automobilistico mondiale. C’è da considerare che Luca di Montezemolo desidera lo scorporo – e quindi la quotazione autonoma – della Ferrari dal Gruppo FCA mentre il manager italocanadese intende sfruttare Ferrari, Maserati e Alfa Romeo come valore aggiunto e per sinergie che portino la FCA nel segmento delle auto di lusso. La strategia di Marchionne, al momento vincente, è di sottrarre la FCA con le nuove sedi inglese e olandese ( rispettivamente fiscale e legale ) al regime fiscale dello Stato più interessato a tenere in Italia lavoro a basso costo disinteressandosi del lavoro che può portare invece gettito fiscale, occupazione e investimenti cose di cui tutto il paese ha bisogno. La visione di Marchionne è globale, quella di LCdM più ristretta e se da un lato il buon Luca ha dalla sua il fatturato positivo della Ferrari, dall’altra deve fare i conti con una conduzione a dir poco strana della GeS e quindi con l’immagine internazionale del marchio certamente non esaltata dai risultati in F1, in modo particolare quest’anno. LCdM ha un solo asso ( ‘asset’ come direbbe Lapo ) nella manica: Fernando Alonso da Oviedo e contro Marchionne e il suo establishment, forte di risultati a livello mondiale eccellenti, è purtoppo ben poca cosa. Il fatto che sieda ancora nella polrona che fu del Drake è solo indice della difficoltà di reperire una figura come quella sopra descritta dal direttore, considerando che la scelta dovrebbe ricadere su un italiano, per ben chiari motivi. Come ricorderete ho spesso ventilato il nome dell’indomito massacratore di congiuntivi che comunque mi sembra “un uomo capace di saper interpretare gusti e mode e imporre le tendenze stilistiche in materia di automobili” e non solo aggiungerei. Di Lapo si sente parlare poco negli ultimi tempi ( incidenti di barca a parte ): che stia studiando da presidente della Ferrari? In questo momento ogni ipotesi è plausibile tuttavia non credo che sarà scelto John Elkann in quanto è già presidente della Fiat S.p.A., della Exor S.p.A. e della Giovanni Agnelli e C. s.a.p.a. più un’altra decina di incarichi. La prima indicazione l’avremo con la nomina del presidente di Alitalia.

  • Spindrift

    Marchionne imperat e, come per Mattiacci, sara’ un altro Marchionne boy (Olivier Francois?)

  • Fausto/Griforosso

    Mi scuso con tutti per la lunghezza del mio precedente commento. Ma per esprimere quelle mie opinioni, data anche la mia assenza di sintesi, ho avuto bisogno di Tanto spazio.

  • Fausto/Griforosso

    Dall’esterno che più “esterno” è difficile noi
    Appassionati come mai potremmo commentare l’articolo e le ipotesi, che credo
    possibili, in esso contenute?? Marchionne marcia come una schiacciasassi e mi
    ricorda in questo Cesare Romiti che alla presentazione dell’Argenta affermò che
    quella sarebbe stata la prima macchina che per qualità generali rappresentava
    il primo passo per aggredire il mercato delle auto di qualità in cui i Tedeschi
    primeggiavano. Sappiamo poi cosa è successo in Fiat, almeno dall’esterno. Il
    mercato delle Fiat, Alfa Romeo e Lancia è andato sempre più riducendosi per
    mancanza di modelli e/o di modelli appetibili dal mercato. Poi arrivò il
    contratto di collaborazione con una Casa Americana (GM??) e la crisi Fiat si
    acuì. Alla morte dei Fratelli Agnelli LCdM venne messo a governare il Gruppo.
    Una delle sue prime azioni fu quella di aprire una vertenza legale col partner
    americano per il rispetto degli accordi; vertenza chesi concluse con la
    vittoria dela Fiat e condanna del partner americano che dovette pagare una
    bella quantità di dollari alla Fiat. Montezemolo si impegna e fa risorgere la
    Fiat in anni in cui TUTTI i produttori di auto soffrivano nelle vendite con
    percentuali in rosso anche a due cifre mentre la Fiat con Panda, Punto e 500 le
    percentuali a due cifre le aveva in Blu. In contemporanea Montezemolo si occupa
    della Ferrari portandola ai successi che tutti conosciamo. Certo non tutto sarà
    stato merito suo ma sicuramente è stato l’ Artefice dell’epopea Schumacher,
    Todt, Brawn e Birne. Anche le vendite e il Marcheting della Ferrari è decollato
    con mai sino a vedere che è il brand più importante del mondo.

    Ora la famiglia Agnelli, su suggerimento di Marchionne, lo vuole silurare. Che
    ci siano interessi “privati” di Marchionne che in caso di buon
    risultato comunque si vederebbe riconoscere un surpluss di potere e denaro
    altrimenti destinato a Montezemolo? In un mondo di lupi, che nel caso specifico
    si alleano con gli agnelli, tutto è possibile e diventare più vero del vero.
    Credo, comunque, che fosse necessario dare uno scossone all’ambiente Ferrari F1
    troppo adagiato su situazioni che per la conosciuta politica imperante in
    Ferrari da tempo non otteneva i risultati sperati. In questo, forse ma quasi
    certissimo, ci stà anche la riduzione di budget imposto da Marchionne per la
    sua necessità di far fronte agli impegni economici assunti in America e pagati
    con lo smantellamento della produzione in Italia con migliaia di lavoratori
    senza più lavoro. Se su questo, poi, aggiungiamo la qualità della Classe
    Politica che ci ha amministrato negli ultimi 20 anni non ci si poteva aspettare
    alcunché di meglio. Mi auguro, fortemente, che Montezemolo resti in Ferrari e
    che gli venga ridata quell’autonomia di cui in passato ha goduto. Da persona
    intelligente saprà come usarla a beneficio della Ferrari di F1 che, poi, è la
    migliore immagine di marcheting per il prodotto Ferrari stradale. Queste sono
    le opinioni di un Appassionato “esterno” all’ambiente e che per
    esprimerle deve affidarsi a quello che, sempre dall’esterno, ha potuto
    constatare e dedurre. Un saluto a tutti gli Appassionati e sempre VIVA FERRARI

  • zoran13

    FERRARI L’ UNICO
    Ferrari ha dunque dei soci, ma è sempre lui a guidare. E subito c’è chi scopre che S.E.F.A.C. significa anche, dalle lettere della parola, “Sempre Enzo Ferrari Anche Cambiando”. E soltanto una combinazione, ma se Ferrari l’ avesse fatto apposta sarebbe un altro suo colpo…tanto per riderci sopra con qualche amico. Anche se ha dei soci (si fa per dire) Ferrari ama presisare: “A chi lascerò la Ferrari?” A un trust di miliardari americani? Se continuo, in mezzo a tante incomprensioni, in mezzo a tanti nemici di dentro e di fuori, se mi batto come un vecchio e stanco leone che ruggisce più di quanto sappia graffiare, lo faccio solo per queste trecento famiglie di operai che lavorano per me.” Il melodrama è di casa…
    Tratto dal libro: FERRARI L’ UNICO, di Gino Rancati, pagina 116;

    FERRARI L’ UNICO
    Qualche tempo dopo mi confida che il capitale dela società e cosi composto: 49 per cento suo, 10 per cento di figlio Piero e 1 per cento Pininfarina. E aggiunge:”Quando me ne andro in mio 49 pasera alla Fiat.”
    Ma questa suddivisione è una bugia. Pininfarina non ha mai avuto l’1 per cento della Ferrari. E allora perchè raccontarmi il falso? Non me ne sono mai spiegato.
    Tratto dal libro: FERRARI L’ UNICO, di Gino Rancati, pagina 157;

  • ragnarok81

    Il cielo ci salvi dalla presidenza di Lapo…. sarebbe la fine della decenza!!!

  • Paolo

    Il presidente della Ferrari deve essere prima di tutto un suo tifoso…quindi LCDM!
    I nomi letti nell’articolo sono solo nomi dettati da politica e nepotismo…non vanno bene…

  • Rogerio Venturella

    Il nome per sostituire LM è Emerson Fittipaldi.