Sotto il diluvio dopo due interruzioni con bandiera rossa e cinque neutralizzazioni con la safety car, la Formula Uno si ribella alle sue regole e regala un grande spettacolo, fatto di guida estrema, sorpassi da favola ed enormi attributi. In Brasile vince Hamilton, resiste Rosberg ed esalta Max Verstappen vero uragano ad Interlagos. Nel Gp più difficile della stagione, con la pioggia che avrebbe potuto rimescolare tutte le carte il risultato finale è incredibilmente quello più scontato, più prevedibile. 

Va tutto come da copione con i due della Mercedes che si dividono i primi due gradini del podio e rimandano il verdetto per il Mondiale Piloti ad Abu Dhabi con Lewis che ha limito ulteriormente il suo svantaggio in classifica da Nico che con 12 punti in più può anche permettersi di chiudere al terzo posto l’ultimo round della stagione 2016.

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Il resto lo fa l’Uragano Verstappen nonostante la Red Bull faccia di tutto per complicargli la vita gettando alle ortiche un risultato ancora migliore per la decisione, ripetuta due volte, di sostituire le gomme da bagnato con quelle intermedie. Che costringono sia Verstappen che Ricciardo ad una corsa stile yo-yo. 

Su e giù dai piani nobili della classifica, anche se il finale del giovane Max, la sua lunga teoria di sorpassi agli ultimi giri, che lo porta a risalire dopo l’ultimo restart, dalla 15esima posizione alla terza, entra di diritto nella storia della F.1. Pur fermandosi 5 volte ai box per cambiare le gomme, rispetto alle sole 2 soste dei piloti della Mercedes, Max Verstappen sale sul podio al termine di una gara irriducibile e inarrestabile. Sotto la pioggia battente si è preso il lusso di “divorare” Sebastian Vettel, in precedenza riconosciuto come il migliore pilota in condizioni di bagnato e aderenza precaria. Uno show in una corsa infinita, lunghissima e che avrebbe anche potuto concludersi più volte anzitempo.

Così da quella che pareva l’ennesima gara viziata dalle decisioni discutibili da parte dei giudici è nata una sfida-spot per la specialità con i piloti che hanno corso mostrando abilità clamorose. E questa volta di gladiatori si è davvero trattato, perché l’intensità nella guida, i rischi che sono stati richiesti, il pericolo estremo sempre presente in condizioni di visibilità quasi inesistente, questa volta ha fatto davvero onore agli attuali piloti di F.1.

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Tutti gli editoriali di Andrea Cordovani e le copertine di Autosprint