Accade. Non accade. Pensa se accade. Per anni siamo andati avanti a pensare a una Formula Uno senza più Bernie Ecclestone. Ora che è successo, adesso che il re è stato deposto tutta la vicenda ha un retrogusto amaro. Soprattutto perché segna la fine di un’epoca, una lunga stagione e una carriera durata quasi 60 anni. A 86 anni Mister E. lascia. Non è più il leader della società che ha retto le sorti della Formula Uno.

La sua posizione viene presa da Chase Carey, il baffone americano di Liberty Media che dietro ai sorrisi distribuiti ai vari Gp del 2016 in cui s’è fatto vedere ha mostrato anche la faccia dura di chi ha capito che con ancora in giro Ecclestone sarebbe stato impossibile avere totale libertà d’azione e soprattutto autorevolezza. 

Dove va la Formula 1 del dopo Ecclestone

Con l’uscita di scena del Grande Bernie si chiude definitivamente un’epoca e se ne apre un’altra con tante incognite che sono inevitabili quando si verificano passaggi di consegne di questa portata. E ascoltando i primi proclami dei nuovi padroni è abbastanza chiaro che ne vedremo delle belle. Ecclestone, dal canto suo, ha già spiegato che non darà vita a una serie alternativa in contrasto con il campionato del mondo della Fia.

«Ho costruito il campionato del mondo negli ultimi 50 anni, cosa di cui vado orgoglioso. L’ultima cosa che ora voglio è danneggiarlo. I nuovi proprietari della società saranno in grado di gestire la società in maniera differente».

Intanto il nuovo management si trova a dover affrontare l’uscita di scena della Manor. Si abbassa la saracinesca su un’altra storia da corsa. Lo scorso 27 gennaio tutto il personale (212 dipendenti) è stato mandato a casa. Il Patto della Concordia prevede lo spazio per 12 team: quindi allo stato attuale mancano due squadre all’appello. Non ha ovviamente la stessa portata della vicenda Ecclestone ma anche il divorzio di Bruni dalla Ferrari è la fine di un’epoca, tante volte vincente. Nonostante un contratto che prevedeva ancora 4 anni di impegno con Maranello, il pilota più vincente e pagato della categoria Gte ha scelto di dire sì alla Porsche con la quale flirtava da tempo…

Per una storia che finisce ce n’è una che è all’inizio e che si spera sia altrettanto bella e vincente. Maranello, infatti, ha diffuso la prima immagine di Antonio Giovinazzi di rosso vestito. Lo sai Bon Giovi, anche As fa il tifo per te! E Autosprint ha fatto il tifo anche per Max Angellelli che a 50 anni ha corso l’ultima gara della carriera vincendo su Cadillac by Dallara (assieme ai fratelli Taylor e a Jeff Gordon) la mitica 24 Ore di Daytona. Un’uscita di scena alla grande dopo una carriera davvero piena di successi per il bolognese.