Nella Formula Uno rivoltata come un calzino da un profondo cambio generazionale nei ruoli dirigenziali a vari livelli c’è un uomo che, viceversa, riemerge dal passato (tante volte trionfale) e che nel futuro giocherà un ruolo fondamentale. Stiamo parlando di Ross Brawn, più volte evocato nelle ultime stagioni (vezzeggiato da diversi team e non solo), ora tornato nel Circus e in una posizione davvero di primo piano.

Nel nuovo organigramma disegnato da Liberty Media, infatti, la sua corpulenta figura è senza ombra di dubbio la più rilevante e la più spendibile a iniziare dal punto di vista mediatico. Sarà lui a plasmare la Formula Uno del futuro, quella post-Bernie, partendo da una base attuale piuttosto conflittuale e problematica. Un compito difficile e uno snodo estremamente spinoso per gestire senza traumi il dopo Ecclestone almeno dal punto di vista tecnico e regolamentare. 

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Abbiamo così individuato i nove punti più importanti sui quali il buon Ross dovrà focalizzare l’attenzione quest’anno e che riguardano nel dettaglio il rapporto con i Costruttori, governance, limitazioni aerodinamiche, nuove squadre, regolamenti sportivi, la sostituzione di Charlie Whiting, i regolamenti futuri, la sicurezza e il Consiglio Mondiale. Argomenti scottanti sul piatto; tutti capisaldi sui quali costruire il futuro.

Già, il futuro. Quello da terzo pilota della Ferrari di Antonio Giovinazzi inizia a prendere forma e consistenza. Il sogno di salire su una Rossa cullato fin da piccolo dal pugliese s’è avverato a Fiorano venerdì 3 febbraio quando ha effettuato i primi test sulla vecchia SF15-T. «Appena salito sulla Ferrari ho subito ripensato ai sacrifici miei e della mia famiglia». Testa sulle spalle e idee chiare, il ragazzo di Martina Franca ha iniziato così la sua avventura come tester di Maranello. 

E appena sceso è subito tornato coi piedi per terra. «È stata una bellissima emozione, perché per me era la prima volta con una monoposto di Formula Uno. Uscire da un box con una Ferrari, per un italiano, è un’esperienza fantastica. Le prove sono state molto interessanti e le procedure da seguire davvero tante, però i ragazzi del team sono stati molto gentili ed estremamente disponibili e questo ha reso le cose molto più facili. Ringrazio tutta la squadra». Una bella storia, la sua.

Ma ancora tutta da scrivere alla voce Formula Uno territorio infido per giovani italiani di belle speranze. Un territorio che Bon Giovi ha cominciato a esplorare col massimo rispetto, senza tanti grilli per la testa, traendo la forza dalle sue origini, dai sacrifici già fatti e da quelli ancora da fare. Saremo anche degli inguaribili ottimisti, dei sempliciotti amanti delle belle storie ma facciamo il tifo per un lieto fine. Che poi sarebbe anche una bella iniezione di entusiasmo per tutto il motorsport del Belpaese.