Non c’è niente di più bello che chiudere la bocca ai sapientoni, ribaltare profezie e anatemi. Tanti sostenevano in inverno che nel Mondiale Rally, la Toyota avrebbe fatto grande fatica contro Hyundai, Ford e Citroën ed ecco che in Svezia, nel secondo round dell’era Wrc Plus, la Yaris con Latvala coglie la vittoria e dopo 18 anni di attesa riporta la Casa giapponese sul tetto di una gara iridata. Si parlava di ritardi, di vettura per niente performante, di prestazioni cronometriche inferiori rispetto ai rivali. «Spero che riusciremo a essere nei primi tre in qualche gara». Vecchio lupo delle prove speciali, Tommi Makinen, 4 volte campione del mondo rally e capo della struttura che gestisce le Toyota nel giro iridato, ha sempre tenuto profilo basso e non si è mai lasciato andare a voli pindarici.

In molti erano già pronti a parlare di fiasco. E invece sulla neve e il ghiaccio della classica nordica è successo l’inaspettato che però, forse, era il caso d’aspettarselo. Sì, perché al pari di Montecarlo anche il Rally di Svezia è gara anomala nella quale il pilota – e a volte anche il caso – conta più che altrove. Così dopo due gare con quella Toyota che avrebbe dovuto prenderle di santa ragione Jari-Matti Latvala è balzato in testa a un campionato del mondo che adesso, esaurite le due variabili impazzite del calendario, inizierà a far emergere davvero il reale valore delle nuove Wrc Plus.

«Siamo a un buon livello e adesso guardiamo avanti – ha spiegato il neo leader del Mondiale Rally – . Le cose si faranno più difficili. Il campionato è interessante. Il Messico è il prossimo rally e dovremo lavorare duro. Ma siamo motivatissimi. Vogliamo continuare così».

Sul fronte Formula Uno, intanto, è piena zona countdown. Dalla prossima settimana inizieranno a sollevarsi i veli sulle nuove monoposto per il Mondiale 2017. È il momento per fare il punto della situazione sui dieci team al via della stagione nella vigilia che precede la prima sessione di test collettivi sulla pista di Barcellona, un primo banco di prova per capire quale sarà il reale impatto della rivoluzione regolamentare e i valori che emergeranno sull’asfalto. Dove, alla fine, è difficile bluffare.

E di bluffare non ha alcuna intenzione Carlos Sainz Junior, il nostro personaggio-copertina di questa settimana. Lo spagnolo della Toro Rosso ci proietta già nel futuro e risponde ai grandi temi aperti con la grande rivoluzione regolamentare che sta investendo la Formula Uno.

Una rivoluzione nella quale Sainz non si pone limiti a livello di risultati. Faccia pulita, piede destro pesante, testa pensante e idee chiare: «Il mio obbiettivo non è salire sul podio. Io punto a vincere un Gp e con Toro Rosso si può».

AUTOSPRINT N.7 IN EDICOLA, EDIZIONE DIGITALE