Mentre la Formula Uno torna a girare a Barcellona per la seconda sessione di test collettivi e inizia a fare il conto alla rovescia verso il via del campionato 2017 domenica 26 marzo col Gp d’Australia, sfida d’apertura della stagione, c’è un’altra data da segnare sul calendario. Ed è quella del 12 marzo

Già cerchiata in rosso dal calendario perché domenica, ma stavolta intrisa di un significato storico, sportivo, culturale, imprenditoriale da brividi lungo la schiena. Già, davvero non un giorno a caso perché settanta anni fa a Maranello usciva allo scoperto la prima Ferrari della storia, quella 125 S col quale il Cavallino ha iniziato a galoppare entrando da subito nella leggenda. 

Quella volta nel 1947 il 12 marzo era un mercoledì. Alle quattro del pomeriggio dal cancello di un’azienda, uscì una macchina incompiuta, imperfetta e ancora priva di carrozzeria: si notava solo il motore, un dodici cilindri. Alla guida c’era un uomo quasi cinquantenne, le tempie già imbiancate, la camicia chiara e la cravatta. Si narra che l’avesse indossata perché quello era un giorno davvero speciale. Imboccò la strada che porta a Formigine, sollevando polvere e alla polvere attribuì quel filo di lacrime che scese lungo le guance. Pianse quel giorno l’uomo alla guida perché quell’auto tutta sua l’aveva vagheggiata per anni, l’aveva sognata negli incubi notturni della Guerra, l’aveva pensata in ogni dettaglio mentre le bombe minacciavano la sua piccola struttura a Maranello. Attraversò veloce le campagne tra le curiosità dei contadini che vedendolo passare avevano subito capito chi fosse al volante.

Enzo Ferrari iniziava così a riscrivere la storia dell’automobile, con quel prototipo che pochi mesi dopo avrebbe subito conquistato la prima vittoria nella storia della Scuderia con Cortese al Gran Premio di Roma. Ci voleva molto coraggio, in una nazione devastata dagli orrori della Seconda Guerra Mondiale per scommettere sull’automobile non solo come strumento di locomozione, bensì come oggetto di lusso destinato a rivelarsi opera d’arte. Così domenica prossima con le idee già un po’ più chiare su cosa aspettarci dal Mondiale di Formula Uno e da una Ferrari che nella sua sigla celebra proprio i 70 anni di storia del Cavallino e che è stata la vera sorpresa nella prima sessione di test collettivi sulla pista di Barcellona, basterà socchiudere per un attimo gli occhi e viaggiare con l’immaginazione a ritroso nel tempo.

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E ripensare a quel meraviglioso sogno del Drake trasformato in leggenda. Saranno tante le celebrazioni per ricordare le meravigliose 70 primavere della Ferrari e anche Autosprint non mancherà all’appuntamento.

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