È il Mondiale di F.1 con la costante dell’effetto sorpresa, quello che dopo quattro round si diverte ancora a giocare con le coronarie degli appassionati e strapazza ogni tipo di previsione, qualsiasi teoria elaborata in un inverno di troppe sicurezze. Si celebra il primo trionfo in F.1 di Valtteri Bottas, quello che doveva essere solo un comprimario, una sorta di sparring partner per sua Maestà Lewis Hamilton.

Vince alla grande il finlandese che un successo come questo lo inseguiva da più di ottanta Gp. Urla al mondo tutta la sua gioia e con lui festeggiano un po’ tutti. Lo fa Toto Wolff, che grazie al ragazzo sul quale punta da tanto ritrova la vetta del Mondiale Costruttori con la Mercedes che ora s’è riportata davanti di 1 punto nella corsa al titolo. Lo fa anche Sebastian Vettel, che chiude al secondo posto e va a più 13 su Lewis Hamilton nel Mondiale Piloti.

Fa festa pure Kimi Raikkonen, per la prima volta sul podio, che dice di essere contento per la vittoria del suo connazionale col quale spesso ha bisticciato in pista. Si arriva pure al paradosso di vedere correre ad abbracciare Bottas anche il suo compagno di squadra, finito giù dal podio e che ha detto di aver seguito gli ultimi giri da urlo di Valtteri sui mega-schermi disseminati lungo la pista di Sochi.

Quella pista che aveva visto due Ferrari partire dalla prima fila (un evento che non si verificava da quasi dieci anni) per dare la scalata a una nuova vittoria. È finita invece con il 2 a 2 messo a segno dalla Mercedes soprattutto per merito del sostituto di Nico Rosberg che grazie a una partenza intrepida e decisa s’è regalato quel successo che ora farà chiudere la bocca ai suoi detrattori.

Così, con Bottas divenuto il terzo incomodo, il Mondiale dei Nuovi Mostri diventa più bello che mai anche se per ora ristretto ai soli piloti Mercedes e Ferrari. Già, ma sarà davvero solo un terzo incomodo Valtteri? Oppure diventerà un cliente davvero scomodo soprattutto per Hamilton? La domanda è stata girata direttamente a Niki Lauda alla fine del Gp di Russia e la risposta è stata la seguente: «È tutto a posto, anche perché di base il finlandese non parla».

Per lui però adesso parlano soprattutto i risultati: non si può non iniziare a pensare a una nuova rivalità in casa Mercedes sulla stessa falsariga del 2016 tra Hamilton e Rosberg. Stiamo correndo un po’ troppo? Può essere e l’unico modo per scoprirlo sarà quello di stare sempre connessi a una F.1 che è tornata a regalare spettacolo e incertezza fino all’ultima curva dell’ultimo giro.