Il silenzio. Una costante, quest’anno. Se n’è alzato uno spesso e impaurito sull’onda lunga della doppietta Mercedes a Silverstone. Uno di quei silenzi che di solito preludono a nette mutazioni. La crescita esponenziale delle W08 capaci di ribaltare totalmente la situazione e i valori in pista dopo il bis-Ferrari a Montecarlo ha prodotto punti iridati e anche grattacapi al Cavallino e a tutto il suo popolo abbacinato da una nuova alba rossa. La Casa della Stella è schizzata a più 55 nel Mondiale Costruttori; Lewis Hamilton s’è portato a meno 1 da Sebastian Vettel, completando una rimonta che ha fatto molto discutere e tanto appassionare sulla cui scia adesso fa surf pure Valtteri Bottas, occhi di ghiaccio, minimal talking e piede destro gigantesco.

Così, adesso, neanche troppo sottovoce, quasi un costante sibilo nel silenzio, sono tutti a chiedersi se sia già finito il grande sogno della Ferrari di tutti. All’indomani della trasferta in Inghilterra anche il presidente del Cavallino, Sergio Marchionne ha fatto spogliatoio in mezzo a quella organizzazione orizzontale senza muri e barriere che ha disegnato a Maranello. Guai a dimenticare l’origine della stagione e quasi il dileggio per quella truppa troppo italiana colpevole di non avere nomi altisonanti nel roster dei tecnici che aveva l’ardire di mettere insieme il Nuovo Mostro per la stagione della Grande Rivoluzione.

Così alla vigilia del Gp Ungheria round numero 11, con il Mondiale che appena virata la boa di metà percorso se ne andrà in vacanza, resta sullo sfondo questa considerazione, cardine di un rilancio che molti non avevano neanche censito nel loro bagaglio di arrogante onniscienza. Certo la netta parabola ascendente della Mercedes da tre Gp a questa parte, dopo il kappaò del Gp di Monaco, è stata implacabile, costante. Ma non va neanche dimenticato che senza le due forature che hanno rallentato Vettel e Raikkonen in Inghilterra dentro a una corsa dove le Rosse giocavano chiaramente in difesa forse tutta la vicenda avrebbe contorni meno perentori.

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Al di là di questa considerazione che non porta da nessuna parte perché di sé e ma è pieno zeppo ogni campionato resta l’innegabile certezza che la Mercedes ha trovato sul suo cammino la prima vera rivale da cinque anni a questa parte. Resta da vedere, adesso, se i rapporti di forza sono rimasti sui binari dell’equilibrio. E occasione migliore per il Cavallino non potrebbe esserci visto che l’Hungagoring è circuito dove il concetto di monoposto della Rossa meglio si adatta perché è pista ad alto carico.

Ad alto carico, adesso, prima che la discussione si sposti sotto l’ombrellone, sono anche le aspettative dei tifosi della Rossa, quelli che dall’inizio dell’anno cullano il grande sogno di potersela giocare fino in fondo contro un rivale che da quanto è forte mette paura. Non si può dire che non è cambiato niente dall’inizio dell’anno a ora. Ma una cosa è rimasta immutata. Anche prima di Melbourne non ci credeva nessuno e poi…