Il colpo non è da kappaò. Ma stavolta fa piegare di brutto le ginocchia. È un cazzottone forte in una notte che avrebbe potuto essere da favola e si è trasformata in un bruttissimo incubo per la Ferrari. La pista che doveva far decollare di nuovo i grandi sogni di Sebastian Vettel e della Rossa è diventata un hangar cupo dove parcheggiare ogni velleità. Lewis Hamilton sornione è ora schizzato a più 28 dall’ex-leader del Mondiale: ha tratto il massimo da un week-end che gli aveva mostrato più volte la sua faccia più brutta. Sembra quasi il segno di un destino che ogni volta si diverte a scrivere storie mai banali e sempre abbastanza tese. 

F1 Singapore, analisi gara: Hamilton troneggia sulle disgrazie Ferrari

«Dio mi ha benedetto quest’oggi – ha raccontato il tre volte iridato della Mercedes – . Ho sfruttato al massimo l’incidente che c’è stato all’inizio, è stata una vera sfortuna per la Ferrari ma un grande risultato per tutto il nostro team». 

«Non è finita: è, semplicemente, più difficile ma non è finita. Promettiamo di lottare fino all’ultima curva dell’ultima gara del campionato». Maurizio Arrivabene, come al solito, guarda avanti, anche se stavolta a Singapore è stata sufficiente la prima curva per mandare all’aria ogni tipo di velleità. Sotto le stelle di Marina Bay, la Ferrari  esce subito di scena, tagliata fuori dalla forbice di un crash al via che fa discutere e dividere dentro a un Gp dove si sono innescate variabili davvero impazzite come la pioggia, mai vista in dieci anni di mondiale sotto ai riflettori di Marina Bay.

Incidente Ferrari-Red Bull, di chi è la colpa? VOTA IL SONDAGGIO

«La pioggia? Ne avevamo bisogno – ha spiegato Hamilton . Appena ho visto che pioveva sapevo che potevo vincere, sapevo di avere il passo con la pioggia, magari non avevamo la macchina per vincere sull’asciutto però sapevamo che con la pioggia le condizioni erano perfette per noi». 

Formula 1 Singapore, tutti assolti nell’incidente tra le Ferrari e Verstappen

Se a Monza i suoi sorrisi avevano fatto girare le balle, figuriamoci stavolta,  con Hamilton che ha allungato come mai quest’anno grazie alla vittoria più fortunata della Mercedes da quando esiste la formula ibrida. Una vittoria di quelle pesantissime, capace anche di far cambiare l’inerzia di una stagione che mette in ballo, comunque, ancora 150 punti nei 6 Gp che rimangono da qui alla fine. Insomma, nulla di inevitabilmente compromesso ma abbastanza per far scattare l’allarme. Mentre ancora si riflette su quel via che i commissari hanno catalogato come normale incidente di gara ma che origina diversi punti di vista e disegna uno scenario futuro, ora, più complesso rispetto a solo poche settimane fa. 

F1 Singapore, Raikkonen: la partenza giusta nel gran premio sbagliato