C’è una Ferrari che vince (quasi) sempre, spietata cacciatrice di titoli iridati. Una Rossa che fa impazzire i rivali, splendida esaltazione dell’orgoglio tricolore. Un Cavallino che galoppa arpionando allori a raffica nel Mondiale Endurance, immarcabile pattuglia capace di mettere a ferro e fuoco il panorama Gt con successi artigliati in maniera seriale. L’ultimo di una lista lunghissima è arrivato domenica scorsa in Cina, dove con una gara d’anticipo le 488 di Maranello hanno chiuso i conti nella corsa al titolo Costruttori in Gt, proprio nel giorno in cui in LmP1 Porsche ha colto l’iride prima di lasciare la categoria, con Hartley-Bamber-Bernhard che si sono presi la corona tra i Piloti. Per la Ferrari è l’ennesima riprova di un pacchetto davvero vincente, terribile riferimento per la concorrenza.

D’altronde i numeri parlano chiaro. E dicono che quello catturato a Shanghai è il quinto titolo Costruttori Wec: 2012, 2013, 2014, 2016, 2017 sono state le ultime grandi stagioni della Rossa tra le Gran Turismo del Mondiale Endurance. Da quando nel 2012 è stato istituto il Wec, la Ferrari è andata a segno cinque volte su sei in Gte. Complessivamente si tratta del 24° campionato riservato ai Costruttori tra quelli disputati sotto l’egida Fia. Il titolo colto domenica scorsa in Cina dalla Ferrari si aggiunge ai sette Campionati del Mondo Marche centrati tra il 1953 e il 1961; alle tre edizioni dell’International Gt Championship (1962, 1963 e 1964); ai quattro titoli Prototipi raccolti tra il 1963 e il 1972; ai tre campionati Costruttori Fia Gt (2006, 2007 e 2010) e alle due edizioni dell’Intercontinental Le Mans Cup (2010 e 2011). Un palmares da stropicciarsi gli occhi.

Un titolo ancora più esaltante, quello conquistato in Cina, perché arrivato in un week-end difficile. Ha spiegato Antonello Coletta, responsabile attività sportive Gt della Casa di Maranello: «Sapevamo che a Shanghai avremmo faticato e infatti per noi è stata una delle corse più difficili dell’anno. La nostra vettura però si è dimostrata anche in questo caso all’altezza della situazione e grazie al gran lavoro fatto a Maranello, allo straordinario sforzo profuso come sempre da AF Corse nella gestione in pista delle 488 Gte, al supporto dello staff Michelotto e alle straordinarie doti di guida dei nostri piloti siamo riusciti a centrare l’obiettivo per noi più importante, il campionato del mondo Costruttori, per di più con una gara d’anticipo. Nonostante questa grandissima gioia non abbassiamo la guardia: c’è ancora il campionato del mondo Piloti da conquistare, così come la classifica riservata ai team. Arriveremo in Bahrain carichi, desiderosi di chiudere in un modo ancora migliore questa stagione già per noi così positiva». 

Già, perché la stagione del Wec non è chiusa e a Maranello hanno ancora una dannata intenzione di festeggiare. 

Intanto, mentre questo numero di As arriva in edicola, a Ginevra il gruppo tecnico di lavoro discute sul piano-motori che Fia e Liberty Media ha appena presentato ai team. Una riunione alla quale partecipa il presidente della Ferrari, Sergio Marchionne e che non si annuncia per niente tranquilla. Il Cavallino contesta quel piano-motori perché segna un dietrofront rispetto a quanto stabilito nel 2014 con l’introduzione della Formula Hybrid. Ovvero da una formula dove preponderante era l’aerodinamica si passava a una impostata su propulsori che facessero poi la differenza tra un Costruttore e l’altro. I motori 2021, per Maranello, sarebbero invece una sorta di retromarcia filosofica perché più semplici e standard; inoltre l’introduzione del push to pass da usare 4 o 5 volte durante un Gp alla stregua di quanto avviene nel pianeta Usa, farebbe storcere il naso.

Alla vigilia del summit ginevrino, Marchionne ha spiegato parlando con gli investitori Ferrari in conference call: «Liberty ha delle buone intenzioni, come quella di ridurre i costi per le scuderie che penso sia un bene. Ma ci sono un paio di cose con le quali non siamo d’accordo, una di queste è il fatto che in qualche modo l’unicità del power train non sarà un segno distintivo dei piloti al via e questo non potrei tollerarlo». È davvero incandescente la settimana che introduce al Gp del Brasile, penultimo round di un Mondiale di F.1 chiuso in anticipo con i titoli per Mercedes e Lewis Hamilton.

Marchionne boccia la Formula 1 2021: così, la Ferrari dice no