Sullo sfondo di un finale già scritto, adesso che, a giochi chiusi, Sebastian Vettel è tornato a pronunciare la fatidica frase da capopopolo rosso con un’altra bandiera a Maranello, si legge la storia di un Mondiale 2017 volato via poco oltre la conclusione dell’estate che ha lasciato molto amaro in bocca e qualche inevitabile rimpianto. La quinta vittoria stagionale della Rossa è una straordinaria prova d’orgoglio del tedesco della Ferrari e anche un bottino di caccia che da sette anni il Cavallino non metteva insieme nel corso della stagione.

Numeri importanti quelli arpionati dalla Scuderia che da nove anni non riusciva a mettere la firma nei finali di campionato e che con aveva mai raggiunto quota 495 punti nel Mondiale Costruttori da quando è stato istituito l’attuale sistema di punteggio. Cifre che dimostrano una crescita straordinaria, che non sono bastate ad arginare Hamilton e la Mercedes ma che testimoniano il raggiungimento di un livello importante e la crescita di una squadra che nel 2016 non aveva mai festeggiato sul primo gradino del podio. 

«Grazie a tutta la squadra per il grande lavoro svolto nelle settimane scorse, che sono state difficili per noiha detto Vettel in perfetto italiano. Ora chiudiamo bene ad Abu Dhabi e poi ritorniamo l’anno prossimo per vincere il Mondiale». Già ma è troppo presto, ora, per parlare di futuro. «Il 2018 è ancora lontano», ha tagliato corto Maurizio Arrivabene, al quale ora interessa soprattutto che la Rossa chiuda la stagione così come l’aveva iniziata: vincendo. È innegabile, però, che atteso invano dal Gp d’Ungheria quel grido di battaglia che aveva incendiato l’estate ferrarista prende forme diverse con il successo numero 5 del tedesco della Ferrari che quasi blinda la seconda piazza nel Mondiale Piloti ma lascia un retrogusto amaro per quello che poteva essere e non è stato.

Formula 1 Brasile, Vettel: meglio tardi che mai

Già, perché, nonostante i titoli iridati abbiano finito per fare la felicità dei rivali, quella del Cavallino è stata una stagione davvero eccezionale. Ed eccezionale ha tutte le caratteristiche di essere anche il superfinalone del Wec in Bahrain dove è caccia aperta per la conquista del titolo Piloti in Gte-Pro. Pier Guidi e Calado sbarcano a Sakhir da leader intenzionati a giocarsi tutte le loro chances iridate a bordo di quella Ferrari 488 che nel precedente round di Shanghai ha conquistato l’iride, l’ennesima firma del Cavallino nella categoria. Sarà un’altra domenica di passione a incendiare in finale di una stagione davvero pieno di emozioni.