Senza sapere se ci sarà un lieto fine (noi ovviamente speriamo di sì) c’è una storia che la scorsa settimana, più di altre, ci ha appassionato. È quella che sta scrivendo alla Dakar Carlos Sainz, il papà del pilota Renault F.1 quello che una volta all’anno si mette la tuta, riaccende il suo magico luna park e fa comprendere a tutto il mondo da chi il figlio ha ripreso tutto quel talento. A 55 anni il madrileno due volte campione del mondo rally è schizzato al comando del Grande Raid, uno dei più duri, selettivi, cattivi degli ultimi anni e ora incrocia le dita. E noi insieme a lui.

Nell’ultima volta in cui la Peugeot corre la grande classica che da dieci anni infiamma il Sudamerica, Matador ha un’occasione quasi unica. Appendere definitivamente il casco al chiodo con un’ultima impresa leggendaria e tornare a fare il papà di Carlos Jr ai Gp di F.1. Questa settimana il Raid dei Raid si conclude in Argentina. Un paese nel quale Carlos Sainz continua a essere una grandissima icona. Proprio lì ha ottenuto la sua ultima vittoria nel campionato del mondo.

Era il 2004 e lui artigliava il successo numero 26 nella sua carriera bi-iridata. Aveva 42 anni all’epoca e, prima dell’arrivo dei Cannibali di Francia Loeb e Ogier, diventava, nel frattempo, il pilota ad aver conquistato più vittorie di tutti nel Mondiale Rally. Da allora sono passati 14 anni. È tutto un altro mondo, adesso. Ma è bello pensare che Carlos possa chiudere il cerchio e mettere le mani sulla Dakar per la seconda volta proprio in Argentina (che gli ha regalato tre successi iridati) e in quella Cordoba a un tiro di schioppo da Carlos Paz dove celebrò il suo ultimo trionfo iridato nel Mondiale. Allora con la Citroen (la Xsara Wrc), adesso con la Peugeot. Certo, i conti si faranno alla fine.

Dopo l’addio ai rally Sainz ne ha corse 11 di Dakar, vincendone una nel 2010 ma ciò che è riuscito a fare quest’anno il Matador che il prossimo 12 aprile compirà 56 anni non può non essere evidenziato.

Da evidenziare è anche ciò che è accaduto a Marrakech nel secondo appuntamento della Formula E. Dove Felix Rosenqvist ha messo le mani sulla seconda vittoria della stagione ed è balzato in testa alla serie full electrics. Una vittoria che lo svedese ha costruito grazie a un grande sorpasso su Buemi al culmine di una corsa molto spettacolare e anche un po’ indisciplinata dove non sono mancati i contatti al limite, quasi fosse una gara di kart. Una sfida dura e spettacolare all’interno di un campionato che sta crescendo round dopo round.