Succede al Gp di Monaco e poche ore dopo anche alla 500 Miglia di Indianapolis. Succede che a 7336 km di distanza all’interno di due sfide iconiche del motorsport due piloti che vengono dall’altra parte del mondo costruiscono le imprese più belle delle loro carriera.

Due grandissime prime volte, firmate da Daniel Ricciardo e Will Power, due bandiere australiane sul pennone più alto in Formula Uno e nella Indycar, due bellissime storie da raccontare che si intrecciano in una domenica senza un attimo di respiro. Un segno indelebile di un destino che si è scritto nell’ambito di due gare che più diverse non si può, ma in un sottile gioco di equilibrio dentro prestazioni da veri mattatori.

Due firme importanti, di quelle che spostano e rimangono nella storia perché compiute in due delle corse più famose del mondo e che mantengono ancora intatto il loro fascino, anche se (capita spesso) fanno pure sbadigliare. Ma non ci sono stati sbadigli nelle sfide degli aussie più veloci del mondo, capaci di mantenersi al vertice, pronti a reagire anche alle difficoltà.

L’ha fatto alla grande soprattutto Ricciardo quando s’è ritrovato con il 25% della potenza in meno e dietro due tipini poco raccomandabili come Vettel e Hamilton alle calcagna. Ha regalato l’ennesimo saggio di un pilotaggio di altissima classe sulle strade di un Principato dove nessuno è mai stato capace di stargli davanti nell’arco di un weekend lungo ma sempre contrassegnato dai suoi tempi irraggiungibili per gli altri.

Con una straordinaria prova di forza Daniel ha artigliato la seconda vittoria stagionale. Due successi come quelli arpionati da Lewis Hamilton e Sebastian Vettel nei primi sei appuntamenti del Mondiale 2018. È arrivato il tempo di parlare di un possibile triello nella corsa al titolo iridato? L’unica cosa certa adesso è che non c’è proprio spazio per fare dei pronostici: ogni Gp ha le sue difficoltà e la sua storia; lo scenario cambia da un weekend all’altro.

Nel frattempo, però, Hamilton e Mercedes rimangono in vetta al Mondiale. Vettel col secondo posto del Gp di Monaco ha rosicchiato (solo) tre punti a Lewis, felice per aver contenuto i danni in una corsa dove la W09 non è sembrata neanche lontana parente di quella vista in azione a Barcellona. La variabile Red Bull è molto più concreta e pericolosa, adesso, per chi sogna di concludere la stagione da campione del mondo. E Montecarlo e lì a dimostrarlo.