In pieno conto alla rovescia verso l’edizione numero 86 della 24 Ore di Le Mans non c’è niente di meglio da fare che ingannare l’attesa andando a rileggere la sua clamorosa storia. È quello che ha fatto Autosprint con un numero da collezione, 132 pagine in edicola da martedì 12 giugno.

Un esaltante viaggio nei rivoli della memoria dentro a un racconto fatto di sudore, lacrime e sangue, in mezzo a trionfi incredibili, leggende stupende, terribili tragedie scritte da un evento che non ha eguali: bello, adrenalinico, emozionante, ma anche doloroso e crudele. Una leggenda dove ogni anno alla fine della corsa viene sciolto solo l’enigma sui nomi dei vincitori, ma l’affascinante mistero di fondo del suo fascino immenso resta. Contenendone infiniti altri. 

La magia infinita di Le Mans esce fuori dal cilindro di una gara-mito che si rinnova senza perdere una goccia della sua magnifica essenza. Una poesia epica delle corse declamata per 24 ore, che trova la sua vera sublimazione nella notte. Quella notte da sempre decisiva nelle sorti della Grande Corsa, intrigante custode dei segreti più intimi, portatrice di sogni o di incubi in un tourbillon d’emozioni e cuore in gola. Una corsa capace di legare assieme passato, presente e futuro per regalare ogni volta una storia pazzesca e mai banale da raccontare.

Per niente banale e scontata si annuncia anche l’edizione 2018 che fonde insieme la dannata maledizione della Toyota mai vincitrice a Le Mans e il sogno di Fernando Alonso pronto a sfidare il mito Le Mans dopo aver inseguito (per ora vanamente) quella della 500 Miglia di Indianapolis. L’ultima volta che un pilota ancora in attività in F.1 ha fatto centro nella classica francese risale al 2015 quando Nico Hulkenberg s’impose al volante della Porsche 919 Hybrid. Già e qui la storia è ancora più bella perché Hulk quella volta prese il posto proprio di Alonso al quale l’allora boss della McLaren Ron Dennis proibì la partecipazione a Le Mans con la Porsche...


Dopo aver fatto segnare il miglior tempo nel Test-Day alla vigilia dell’edizione 2018, Fernando, adesso, ha voglia di riscrivere la storia. Quella della sua carriera e quella di una gara che ammalia e rimane un totem al quale tutti si avvicinano con enorme rispetto. Lo insegnano soprattutto i racconti raccolti in questo Autosprint Collection straordinario scrigno di interviste, analisi, retroscena, storie note e inedite, testimonianze di una sfida unica.

Emanuele Pirro, straordinario inteprete sul circuito della Sarthe che ha scritto l’introduzione a Le Mans magia infinita, racconta: “Alla fine di ognuna delle mie cinque vittorie ho provato strane sensazioni. Diverse da quelle provate in tutte le altre vittorie. A Le Mans ho provato tanta gioia, ma quel sentimento di superiorità quasi arrogante che normalmente si sente dopo aver vinto una gara importante, non mi è mai passato per la testa. Ho provato rispetto davanti a un gigante, inadeguatezza, quasi a scusarmi per essere entrato in quell’albo d’oro che ha scritto la storia del nostro amato sport”. Un gigante da corsa e un gigantesco contenitore di una passione unica, senza età e senza tempo.