Errare è umano. Anche in Formula Uno, anche se pesa, anche se fa gettare al vento punti pesanti, anche se consente ai rivali di ribaltare l’inerzia al vertice di un campionato che ogni volta si diverte a giocare con la classifica finale. Stavolta non c’è spazio per le interpretazioni. Sebastian Vettel non si nasconde, non cerca scusanti. «È stato un mio errore, ho ricevuto la penalità e l’ho incassata. È un peccato perché credo che avessimo il potenziale per provare ad arrivare più in alto». E il punto è proprio questo.

Con il Mondiale di F.1 che si sposta subito dalla Francia all’Austria, quella offerta da Seb per eccesso di foga è una bella manciata di punti regalati a un Hamilton che ancora una volta ha vinto alla sua maniera: dominando. Una vittoria schiacciante la sua, dopo la parentesi poco rosa al Gp del Canada. Si è ripreso la vetta del Mondiale Lewis e ora s’è riportato a più 14 su Vettel con la Mercedes che guida il Costruttori con 23 lunghezze dalla Ferrari. E Seb che non può più permettersi di sbagliare perché di fronte ha un rivale che regali del genere difficilmente ne concede.

In mezzo alla sfida tra i due pretendenti al titolo iridato tante altre storie da raccontare. Dalla seconda piazza di Verstappen al podio artigliato da Raikkonen dopo una qualifica orribile e tante voci sul suo futuro e su quello di Charles Leclerc a Maranello. Storie di mercato di mezza estate dentro a una stagione che adesso inizia a farsi davvero torrida.

Sottolinea Maurizio Arrivabene nel suo giudizio a metà strada tra Le Castellet e Spielberg: «La squadra ha dato il massimo, con le giuste scelte strategiche, per mettere i piloti in grado di ottenere il miglior risultato possibile, viste le circostanze. Con un calendario così serrato, dobbiamo già guardare al Gp d’Austria, dove si corre fra pochi giorni e dove ci concentreremo per recuperare il terreno perduto».

Meno male che dietro l’angolo c’è subito il Gp d’Austria. Meno male che non debbano passare troppi giorni per macerarsi nei dubbi. All’orizzonte c’è un’altra sfida straordinaria. E straordinaria è stata l’avventura quest’anno alla Pikes Peak. Un’edizione davvero da pelle d’oca con la prima vittoria della Volkswagen elettrica, il quarto centro di Dumas, che ha pure stabilito il nuovo record della salita icona statunitense e la seconda piazza di Simone Faggioli che si è arrampicato lassù a un passo dal sogno, quasi ad accarezzare quelle nuvole che fanno da scenario naturale alla grande corsa Usa. Una bella storia da corsa, dentro a una domenica percorsa dalla solita grande passione.