Oltre la vittoria di Max Verstappen, davanti alla marea orange di Spielberg, il Mondiale di F.1 che si fionda dall’Austria a Silverstone si è fatto letteralmente esplosivo. Nel giorno del doppio sorpasso Vettel-Ferrari, con le Frecce Grigie e non d’Argento, ferme a destra come sottolineato con compiaciuta perfidia da Maurizio Arrivabene, gode anche Maranello.

Più uno di Sebastian su Lewis Hamilton nel Mondiale Piloti; più 23 Ferrari su Mercedes nel Mondiale Costruttori. Testa Rossa, abbiamo titolato in copertina dopo il solito weekend da effimeri verdetti che ribalta attese, pronostici e classifiche come un calzino e accende una sfida che adesso si sposta sulla pista di casa della Mercedes. Passata dall’esultante “Yes” di Toto Wolff con le due W09 a comandare, al silenzio che fa tanto rumore di due monoposto ferme e un allarme affidabilità tale da gettare nel panico l’Armata abituata solo alle vittorie.  Così se non ti fermi a destra, anche se vince la Red Bull e Verstappen fa poker di successi nei Gp, puoi esultare pure se non vinci. E puoi anche toglierti sassoloni dalle scarpe come ha fatto Arrivabene in Austria quando ha spiegato che «La vera notizia, oggi, è che ci sono sei motori Ferrari nelle prime dieci posizioni della gara. E oltre a questo, siamo in testa sia nella classifica del mondiale Piloti che in quella dei Costruttori. Il risultato di oggi non è quello ideale, ma è decisamente utile. La squadra ha fatto un grande lavoro, a tutti i livelli, per rimediare a un sabato difficile con una gara nella quale il comportamento della vettura, la perfetta gestione delle gomme, le scelte di strategia e l’affidabilità hanno fatto la differenza. Il prossimo weekend, a Silverstone, sulla carta si presenta impegnativo, anche perché è la gara di casa dei nostri principali avversari; ma l’affronteremo con la consueta umiltà e determinazione».

Umiltà e determinazione, certo. Ma servirà evitare accuratamente ogni errore perché senza la penalizzazione di tre posizioni di Seb a fine qualifica forse avremmo visto un Gp diverso e i punti di vantaggio avrebbero potuto essere anche di più. Se vuole lasciare un segno importante in questo Mondiale, la Rossa deve piazzare ora i suoi colpi importanti, perché la debacle Mercedes in Austria è stata storica, un graffio nell’orgoglio in una stagione che non sta andando come previsto, come da sempre avvenuto da quando la F.1 è diventata Formula Hybrid.

La sensazione è che, molto più di altri, il prossimo sarà un weekend di fuoco in un Mondiale che ha voglia di essere dinamitardo. In una domenica di F.1 e adrenalina, piace sottolineare due imprese che meritano applausi a scena aperta. Non è mai facile vincere in casa. La gara di casa. Mille dinamiche si innescano in queste situazioni.

Così quando arrivano certi successi vanno sottolineati, soprattutto se si tratta di attese lunghe dall’ultima vittoria di un altro locale. Da una parte c’è il trionfo di Daniele Ceccoli sulle strade del San Marino Rally, a distanza di 22 anni dall’impresa sempre su queste strade del più grande rallista sammarinese: Massimo Ercolani. Dall’altra c’è il graffio di Christian Merli nella salita-icona: la Trento-Bondone, 48 anni dopo l’ultimo successo messo a segno da un trentino, Antonio Zadra, nell’università delle cronoscalate. Due vittorie che valgono quanto conquistare un campionato. Due esempi di passione, due cuori che fortunatamente continuano a battere forte nelle corse.