Per la prima volta da quando è team principal della Ferrari, Maurizio Arrivabene ha accettato di concedere un’intervista esclusiva ad Autosprint. L’ha fatto in uno dei momenti più difficili per la Ferrari, all’indomani di una battuta d’arresto casalinga, a Monza. Casa Nostra, dove il popolo rosso sognava e fiutava l’impresona. Una battuta d’arresto di quelle indigeribili, ma da metabolizzare bene e in fretta perché il Mondiale di F.1 è pronto a mandare in scena nel prossimo week end un round fondamentale a Singapore.

Senti i brividi lungo la schiena e hai la pelle d’oca ogni volta che varchi i cancelli di Maranello. Entrare nel Reparto Corse della Ferrari è un’esperienza fantastica, il mondo dei sogni per ogni appassionato. Iron Mauri ha ricevuto As nel suo ufficio e ha risposto punto su punto ai nostri quesiti. Leggerete tutto nelle dieci pagine seguenti che cosa dice il capo della Ges, quello che ci mette sempre la faccia. Dai retroscena di Monza alle prospettive per Singapore, dai rapporti di squadra alla situazione dei piloti. La verità descritta dal team principal Ferrari. Senza filtri né interpretazioni. Un lungo one to one alla vigilia di uno dei Gp più importanti della stagione, quello nel quale la Rossa e Sebastian Vettel sono chiamati a ridurre uno svantaggio divenuto importante nei confronti della Mercedes e di Lewis Hamilton. Intanto col Mondiale che è pronto a incendiare la notte di Marina Bay, che l’anno scorso fu un vero incubo per le Rosse, l’assemblea degli azionisti del Cavallino ha votato a favore per la nomina di Louis Carey Camilleri ad amministratore delegato.

Ad Amsterdam il voto (98,03%) è stato quasi unanime col presidente Elkann che ha spiegato: «Ho l’onore di avere accettato la presidenza della Ferrari. La priorità è andare avanti nello spirito del fondatore Enzo Ferrari, scomparso 30 anni fa, che è lo spirito di squadra. Vogliamo costruire un futuro all’altezza del suo glorioso passato. Abbiamo oggi un nuovo amministratore delegato, persona di grande talento ed esperienza, un responsabile della gestione delle attività sportiva Maurizio Arrivabene che ha una grande responsabilità e fa parte, come i piloti e tutti quelli che lavorano in Ferrari, di un’unica squadra. La Ferrari ha un passato glorioso e con Marchionne è tornata a essere una società indipendente, ha rafforzato le fondamenta e ha un grandissimo futuro da costruire. C’è un enorme senso di squadra. Voglio assicurare che Ferrari è compatta e determinata a costruire un futuro all’altezza del suo glorioso passato», ha aggiunto John Elkann che parlando del nuovo ad Camilleri ha sottolineato: «Nella sua carriera professionale ha saputo affrontare situazioni di grande complessità. Conosce molto bene la Ferrari e benissimo la Formula 1 con la sua azienda, Philip Morris, che ci ha sponsorizzato per anni. Conosce anche il prodotto Ferrari come fedele cliente. Ho parlato con lui e ho appreso con piacere che era disponibile, gli sono molto grato visto il momento drammatico che stavamo vivendo. Ci ha molto confortato poter contare su di lui, lavora con passione e responsabilità e garantirà la corretta leadership».