Giorni di sogni e da sogno. Ce ne sono di vari tipi, in questa fine di settembre dove destini diversi s’incrociano con storie distanti. C’è il sogno mostruosamente proibito, adesso, di Sebastian Vettel che ormai spalle al muro, prima che tutto si trasformi in un incubo, non può più fallire un colpo nei prossimi 6 Gp se vuole invertire la storia nel confronto con Lewis Hamilton. C’è da coprire una distanza di 40 punti (la stessa che separa la Ferrari dalla Mercedes nella corsa al Mondiale Costruttori) contro un rivale che non sbaglia niente mentre prova a riscrivere la storia della specialità e si esalta quando l’asticella delle difficoltà si alza. Ci sono ancora tanti punti in ballo ma dopo Monza la stagione pare aver svoltato in maniera repentina e sta correndo incontro all’inglese indemoniato nella corsa alla conquista del 5° titolo iridato e che tra Sochi e Suzuka vuole chiudere i conti dopo una stagione dura e senza macchia.

Poi c’è il sogno ad occhi aperti che si prepara a vivere Charles Leclerc il promesso sposo della Ferrari che dalla prossima stagione avrà a disposizione una Rossa per dimostrare tutto il suo valore già al secondo anno di frequentazione di un Mondiale di F.1 dove ha dimostrato di saper abitare con classe e una determinazione che è quasi una garanzia.

Su questo numero di As vi portiamo, quindi alla scoperta del mondo del pilota FDA che con un gioco di porte scorrevoli prenderà il posto di Kimi Raikkonen destinato al sedile che lascerà libero il monegasco nel 2019. E un bel sogno è quello che sta vivendo Mick Schumacher che ora guida il Fia F.3 con un vantaggio di 49 punti sul primo dei rivali quando manca solo un round al termine del campionato. Infine c’è un sogno che si avvera a Varano de’ Melegari al termine di un’incredibile parabola di genio.

L’ennesimo sogno che si realizza per Giampaolo Dallara. Si tratta dell’Academy voluta dall’ingegnere. Da lunedì 24 settembre sono iniziate le prime lezioni, è stata una vera corsa contro il tempo «ma ce l’abbiamo fatta», spiega questo signore che si svela con il pudore e l’umiltà figlie di un altra epoca, di un altro mondo ma che ha la mente sempre proiettata al futuro, alle nuove generazioni. Un’università per futuri ingegneri del motorsport, il lascito di Giampaolo Dallara alla sua Valle, ai luoghi delle sue origini, quelli che non hai mai abbandonato e dalle quali ha tratto genio, manodopera, creatività e passione, successi, supporto e condivisione.

Una meravigliosa eredità per il mondo delle corse dello Stivale e una storia che nelle corse ha pochi eguali. Ha sottolineato il presidente della Federazione Internazionale Jean Todt, nel giorno dell’inaugurazione ufficiale venerdi 21 settembre: «Mi auguro di vedere tanti altri nuovi capitoli di questa grande storia. Per il momento la soddisfazione è per quello che hai già scritto. Quando penso a due grandi nomi in Italia, penso a Enzo Ferrari e penso a Giampaolo Dallara: due destini diversi, due strade diverse, ma tanti punti in comune. Non ho avuto il privilegio di conoscere molto il Commendatore, ma ho il privilegio di conoscere Dallara al quale voglio molto bene