Proprio così: amore di Gruppo. Dove per Gruppo s’intende quello di Torino, la grande madre sabauda, il terribile squadrone una volta Lancia e l’altra Fiat che tremare il mondo dei rally faceva. Una grande epopea tricolore che in controsterzo ha macinato km e soprattutto conquistato una valanga di titoli. Un meraviglioso affresco biancorossoverde, il colore della nostra bandiera che in questo caso ha sventolato spesso sul pennone più alto, l’orgoglio per il made in Italy da esibire anche negli angoli più nascosti del pianeta. Dall’inizio degli Anni 70 all’inizio degli Anni 90 un’irripetibile parabola ascendente che ha segnato un’epoca, costruito una mitica epopea, fatto innamorare intere generazioni di appassionati. 

Sulla bilancia della gloria è depositato un tesoro composto da ben 21 titoli. Dal 1972 al 1992, quattro lustri di dominio. Più o meno assoluto. E una miriade di trionfi che vale la pena di riguardare perché fanno parte di un vissuto che rivisto a posteriori rappresenta un cammino che racconta la grande bellezza del genio italiano. L’elenco è lunghissimo ma è dolce affogare in questo mare di stagioni di successo. C’è un Campionato Internazionale Marche artigliato dalla Lancia con la Fulvia nel 1972. E poi tre Mondiali Marche infilzati dalla Lancia Stratos (dal 1974 al 1976) e altri tre dalla Fiat 131 Abarth (1977, 1978, 1980); a seguire un Mondiale Marche messo in bacheca con la Lancia Rally 037 (anno di grazia 1983). Infine chiudono questo magico cerchio 6 titoli costruttori arpionati con la Lancia Delta nelle sue varie versioni e declinazioni tutte vincenti che dal 1987 al 1992 scavano un solco con le rivali e conquistano titoli iridati a ripetizione. A tutto questo vanno poi aggiunti i titoli conquistati dai piloti con vetture italiane: 2 Coppe Fia (Munari 1977, Alen 1978) e cinque campionati del mondo piloti firmati da Rohrl (1980), Kankkunen (1987-1991) e Biasion (1988-1989). Un patrimonio inestimabile, una porzione importante della storia dei rally scritta con inchiostro tricolore indelebile. 

La scelta di uscire nei primi giorni di ottobre con questo nuovo numero di Autosprint Collection non è certo casuale: questo per tanti anni è stato il mese in cui la passione italiana si sublimava ai bordi delle strade del Rally di Sanremo che dal Ponente Ligure si allungava fino agli sterrati di Toscana, Umbria, Marche arrivando ad accarezzare la Repubblica di San Marino. Strade ingolfate di traffico e passione. Una folla incredibile, strabocchevole, si ammassava dietro a ogni curva mentre in basso la sfida si accendeva a colpi di controsterzo col cuore che batteva a mille perché le vetture del Gruppo erano lì a giocarsela sempre e a vincere spesso. 

Polvere di gloria tricolore si alzava sopra al cielo di una specialità nella quale l’Italia era il punto di riferimento. Lo racconta con orgoglio Cesare Fiorio, il Grande Condottiero di quelle armate sempre vincenti. Un Capo assoluto e un mito per tanti, soprattutto il personaggio indispensabile per la rilettura di quei giorni di gloria e di storia di quei rally di un altro mondo. Dal nostro incredibile archivio sono saltate fuori vere chicche che vanno a impreziosire un racconto che ancora oggi continua a far battere il cuore. Anche perché sono stati i migliori anni della nostra vita da italiani nei rally.