Con Lewis Hamilton impaziente di allungare le sue dita affusolate sul quinto titolo iridato della carriera, il Mondiale di F.1 sbarca in America. Prima negli Stati Uniti, poi in Messico. In mezzo si consumano le ultime speranze di Sebastian Vettel di mantenere in vita un sogno che dal Gp del Belgio in poi si sta trasformando in cruda realt?. Una realtà sempre più difficile dentro a un presente che lascia poche alternative, costringendo a spostare l’attenzione ancora una volta al futuro. Al Festival dello Sport di Trento, il team principal del Cavallino, Maurizio Arrivabene ha spiegato: «La Ferrari da quando ci sono io non ha ancora vinto, metto in chiaro questa cosa. Per quanto riguarda Sebastian Vettel, ha bisogno di un’auto disegnata su misura. Quando lo sento in cuffia mi sembra di parlare con Michael Schumacher. Anche lui è tedesco, ma è molto italiano dentro… Da piccolo papà Norbert lo portava in Italia e poi passavano sempre da Maranello per respirare l’aria della Ferrari. Sono sicuro, per l’impegno che ci mettiamo tutti, che riuscir? a vincere con il Cavallino. Prima o poi sar? campione del mondo con la Ferrari». Gi?, Schumacher.

La faccia di Mick Schumacher che esulta sul podio di Hockenheim è un tuffo al cuore, qualcosa di gi? visto, emozioni che si consumano ogni volta che il figlio di Michael sale sul podio e festeggia. Racconta Gerhard Berger: «Mick non solo gli assomiglia nei tratti del viso, ma ha anche la stessa postura e la stessa andatura, ma anche i suoi stessi avambracci!. In particolare nelle ultime settimane ha dimostrato di avere i geni da corsa di Michael. Se riuscir? a continuare su queste prestazioni, il suo cammino lo porter? dritto in Formula Uno».

Nel frattempo domenica scorsa Schumi Junior ha messo le mani sul titolo continentale di Formula 3 con una impressionante parabola ascendente. E tutta in parabola ascendente, adesso, vuole essere la carriera di Antonio Giovinazzi che in questo numero di Autosprint in una lunga intervista esclusiva racconta come vuole affrontare il 2019 da titolare in F.1 con l’Alfa Romeo Sauber. «Per me l’approdo è un punto di partenza», ha spiegato il 24enne pugliese che riporter? la bandiera italiana sulla griglia di partenza di un Gp, dopo un’attesa lunga e difficile. Lunga e difficile è stata anche la conquista dell’undicesimo titolo in carriera da parte di Paolo Andreucci nel tricolore rally. Una stagione tormentata quella del pilota di Castelnuovo Garfagnana, passata anche attraverso un incidente durante un test che avrebbe potuto compromettere tutto. E invece nel momento decisivo, quando c’è stato da assestare il colpo del ko, s’è fatto trovare pronto per entrare nella leggenda.