Giovedì 31 gennaio, poco prima dell’ora di pranzo a Maranello nel reparto montaggio della Gestione Sportiva è avvenuta l’accensione del 6 cilindri in versione 2019 che dovrà spingere la Ferrari sempre più in alto nel Mondiale F.1. La procedura del cosiddetto fire-up è uno dei momenti più emozionanti che precedono il via di una stagione. Alla presenza del team principal e direttore tecnico Mattia Binotto la Rossa ha emesso il primo vagito in un’atmosfera davvero coinvolgente.

A dieci giorni dalla presentazione ufficiale la Ferrari F.1 2019 cresce e si moltiplica anche l’attesa degli appassionati. Intanto nel corso della Conference Call sui conti della Ferrari 2018, l’AD Louis Carey Camilleri ha indicato la via per il futuro del Cavallino in F.1: l’obiettivo è solo uno, vincere. E per farlo a Maranello si è deciso di investire ancora di più, per cercare di raggiungere l’iride che manca tra i piloti dal 2007 e tra i costruttori dal 2008. «Nel 2018 abbiamo raggiunto il migliore risultato da quando abbiamo vinto il Mondiale Costruttori. Per il 2019 l’obiettivo è vincere.

"Ci sarà un aumento di spese che rifletterà questa ambizione", ha sottolineo il Ceo della Scuderia. Inizia adesso il conto alla rovescia con la data del 15 febbraio (giorno della presentazione ufficiale della Ferrari F.1 2019) che ormai è davvero dietro l’angolo. Un giorno prima della presentazione della Rossa, a San Valentino, meteo permettendo, debutterà l’Alfa Romeo Racing proprio sulla pista di casa della Rossa a Fiorano per un filming day.

La presentazione vera e propria della nuova monoposto ci sarà poi il 18 febbraio direttamente a Barcellona nella giornata inaugurale dei primi test collettivi di F.1. Il ritorno dell’Alfa Romeo che ricomincia a dare il proprio nome a una F.1 prendendo il posto della Sauber è la nostra storia di copertina e anche un pezzo di storia del motorsport con un marchio che evoca un passato mai dimenticato che stuzzica l’orgoglio nazionale.

Su questo numero ci sono anche altri rimandi all’orgoglio italiano. Sono quelli che abbiamo riservato ai tanti protagonisti che hanno reso davvero indimenticabile l’edizione 2019 della 24 Ore di Daytona. Da Angelelli a Dallara, dalla Lamborghini ad Alex Zanardi. Storie belle da leggere che scaldano il cuore. E il cuore degli appassionati lo scalderà anche Jacques Villeneuve che affronterà la stagione endurance del Tricolore GT al volante di una Ferrari 488 della Scuderia Baldini 27. Come il numero di papà Gilles in F.1. Ventisette come il numero che avrà sulle portiere della Rossa del team capitolino. È da applausi il solo averci pensato…