Anche se è dall’altra parte del nostro mondo, adesso Melbourne è davvero dietro l’angolo. Proprio lì a poco più di una manciata di giorni. Siamo in pieno conto alla rovescia per il via del Mondiale F.1 che il prossimo 17 marzo stacca gli ormeggi con il Gp d’Australia, prima tappa di un cammino composto da 21 round, condito da un’attesa carica più che mai di grandi speranze per il popolo rosso.

Completata anche la seconda sessione di test collettivi sulla pista di Montmelò non resta che vedere da vicino l’effetto che fa una stagione che si annuncia davvero storica, con la Mercedes che potrebbe eguagliare il record della Ferrari vincitutto dell’era Schumacher quella degli undici titoli mondiali consecutivi che pareva destinata a rimanere evento isolato…

L’ultimo disperato tentativo di resistere allo strapotere delle Frecce d’Argento padrone della Formula Hybrid è ora nelle mani della SF90 che, al di là di piccoli guai di affidabilità, è parsa poter sfidare alla pari la Mercedes. Con un Sebastian Vettel velocissimo e rigenerato e un Charles Leclerc che si è confermato cliente scomodo per la concorrenza. Insomma nell’aria si respira già il clima delle grandi battaglie.

Dei tanti temi che caratterizzeranno la sfida iridata ne parleremo diffusamente nel prossimo numero (doppio) di Autosprint che conterrà la SuperGuida al Mondiale 2019, piena zeppa di spunti interessanti con tante novità sia sul fronte piloti che sul versante tecnico. Nel frattempo in questo numero c’è anche una lunga intervista esclusiva ad Antonio Giovinazzi.

Il pugliese di Alfa Romeo è carico a mille e sta vivendo un periodo pieno di emozioni atteso da sempre. Come noto il ragazzo di Martina Franca riporta l’Italia sulla griglia della F.1 dopo un’attesa quasi infinita ed anche alcuni sogni infranti. In questo senso fanno davvero riflettere le sue parole che in realtà rappresentano un messaggio di grande speranze per altri futuri-Giovinazzi. "Non sento tanto responsabilità quanto l’orgoglio di essere italiano - sottolinea Antonio -. Vorrei aiutare i ragazzini che ora magari corrono in kart a sognare. Mandare il messaggio che possono arrivare anche loro in F.1 ma che ci devono soprattutto credere, perché la cosa più importante è farlo. Io mi sento molto motivato per queste ragioni, perché posso aiutare a convincersi che con tanta forza di volontà e lavoro si possono raggiungere risultati estremi, come arrivare nella massima serie. Il fatto di essere legato a un marchio come Alfa Romeo e avere un motore Ferrari rende questo messaggio di italianità davvero totale, ancora più forte".

A proposito di cose italiane e all’italiana. Mario Donnini nella rubrica Bastian Contrario racconta della querelle che si sta sviluppando intorno all’autodromo di Imola. È una bellissima difesa dei diritti dell’appassionato di corse e una chiamata alle “armi” per una opposizione lecita, serena e democratica del destino del glorioso e amatissimo circuito del Santerno.