Sì, d’accordo mancano ancora troppi Gp e i giochi sono super-apertissimi ma è inutile negare che tra i tifosi della Rossa l’atmosfera nella vigilia a cavallo di Pasqua in vista del Gp di Baku è già quella se non dell’ultima spiaggia quantomeno della sfida decisiva.

Decisiva per una classifica che mal sopporterebbe un’altra doppietta Mercedes, un indigeribile beverone anche per un campionato che, invece, prometteva di presentare in tavola piatti di altissima cucina e non la solita minestra riscaldata quest’anno da un ringalluzzito Valtteri Bottas.

Ecco che, insomma, il Gp dell’Azerbaijan, quarto round del Mondiale di F.1 2019, diventa uno snodo cruciale, un crocevia da superare con prestazioni senza macchia per riaccendere una speranza che sarà anche l’ultima a morire ma che in questo momento è già stata messa a dura prova. E Baku è uno snodo cruciale anche per Sebastian Vettel e i suoi momenti di luci e ombre che stanno contrassegnando la sua vita in rosso.

Roba da colori o da bianconero come abbiamo fatto nella copertina di questo numero chiuso in redazione venerdì 19 aprile. Perché c’è una domanda di fondo e che fa sottofondo alle prestazioni del tedesco. Questa: qual è il vero Seb? Quello impreciso e vulnerabile di Sakhir o quello spietato e chirurgico di Shanghai capace di domare Verstappen? Al netto di una SF90 che deve ritrovare in fretta super-prestazione e affidabilità, oltre ai giochi di squadra con Charles Leclerc che stanno agitando la tifoseria, c’è bisogno anche del Vettel dalle tante luci per mantenere sempre accesa la fiammella della speranza.

Intanto da sabato 20 aprile è in edicola il numero 3 di Autosprint Gold Collection. Porta il titolo di Fomula Magic ed è dedicato ad Ayrton Senna a 25 anni dalla scomparsa. Era il 1 maggio del 1994. Ma nei cuori di chi è rimasto non è mai andato via. Quella di Magic è una storia senza tempo, è intergenerazionale, non ha una fascia di riferimento e abbraccia chiunque intende conoscere e gustare le sue gesta. Cinque lustri dopo quel Gran Premio che ha cambiato il volto – in quei giorni straziato – della F.1, ricordare Ayrton è anche addentrarsi nel Processo-Senna con lo scoop di Autosprint del piantone spezzato sulla Williams a innescare il terribile crash alla curva del Tamburello e le successive inchieste sia giornalistiche che giudiziarie per scoprire tutta la verità, rifiutando una lunga litania di “non ricordo” irrispettosa e inaccettabile.