Non poteva chiedere di più al suo ultimo Gp come numero uno del gruppo Daimler, Dieter Zetsche. Lui che ha dato una scossa alla storia moderna delle corse, l’uomo dei tre campionati del mondo conquistati sia con la Mercedes, sia in partnership con McLaren e Brawn Gp, sorrideva in mezzo ai suoi ragazzi sul podio di Montmelò. Portato in trionfo da Lewis Hamilton e Valtteri Bottas… Scene di gioia nel paddock davanti ai garage delle Frecce d’Argento, un florilegio di baffi da tricheco in onore di un capo che dal prossimo 22 maggio lascerà il suo posto a Ola Kallenius, svedese 50enne, il primo straniero a salire al massimo livello del marchio che sta riscrivendo la storia della Formula Uno.

Che non sbaglia un colpo. Mai. Quella che costringe, ancora una volta, a guardare due Gp. Uno, quello che conta, tutto giocato tra Hamilton e Bottas; l’altro, quello che fa da contorno, speso a guardare le speranze della concorrenza, capitanata dalla Ferrari che piano piano si fanno sempre più al lumicino e poi naufragano in un mare mosso dal moto ondoso della delusione. Quella che sembra avere sempre la bacchetta magica, che è cinica, spietata, perennemente affamata, mai sazia di vittorie. «Ferrari ormai lontana? Vogliamo rimanere umili, in Formula Uno le cose possono cambiare molto velocemente», raccontava a fine gara Toto Wolff.

Già, la Rossa. Con quella paura che fa… Sf90. Finisce addirittura giù dal podio, dietro non solo alle due Frecce d’Argento ma anche alla Red Bull di Max Verstappen. Al di là della vaga somiglianza con Harry Potter, molto probabilmente a Mattia Binotto si chiedevano magie impossibili da realizzare. Da quando c’è la Formula Hybrid nessuno è mai stato in grado di battere la Mercedes e questo lo sa benissimo anche l’ingegner di Selvapiana. Ma la stagione, adesso, ha preso una piega difficilissima da raddrizzare con una monoposto che anche con gli sviluppi ha avuto un comportamento da gambero rosso.

La stagione, come si dice, è ancora lunga, ma occorre inquadrarla da una nuova prospettiva da parte del popolo rosso. Che ora, ma solo come anti-depressivo guarda a Montecarlo, ma giusto per vedere l’effetto che fa. Con l’unica speranza, adesso, che prima o poi arrivi un lampo rosso, almeno sulla roulette delle strade del Principato.

Nel frattempo l’asfalto di Monaco ha ospitato il quart’ultimo round del campionato di Formula E, dove a vincere (per la seconda volta quest’anno, nessuno ci era ancora riuscito) il campione in carica Jean-Eric Vergne. Un successo che lo spedisce al comando della graduatoria della serie elettrica con un punto di vantaggio sul compagno di squadra Andrè Lotterer quando mancano ancora tre appuntamenti alla fine di stagione 5.

L’ultima annotazione è sul Mondiale Rally più vivo che mai con la Toyota che ritrova la vittoria e Sebastien Ogier che chiude al secondo posto e torna in vetta al Mondiale Piloti approfittando del crash che ha messo kappaò Thierry Neuville. Così a tenere alto l’onore in casa Hyundai ci ha pensato l’immascenscibile Sebastien Loeb.