Tocca arrampicarsi sugli specchi per trovare un brivido d’emozione in un Mondiale F.1 2019 soffocato nella culla dalla Mercedes. Ottava vittoria consecutiva e sesta doppietta per le Frecce d’Argento, veri razzi amari per tutto il resto della compagnia poco cantante in un Circus costretto sempre a guardare oltre, alla prossima puntata, perché quella appena andata in onda ha avuto il solito finale scontato.

Ci ha provato Charles Leclerc a riscrivere il copione con un sogno da 2° posto che ha solo accarezzato mentre spingeva per rubare la posizione a Valtteri Bottas. L’unico effetto speciale di un Gp che ha dato anche stati diffusi di sonnolenza dopo giornate di parole intorno a una F.1 che si sta attorcigliando su se stessa e che ha chiuso la partita del Canada riconfermando la decisione degli steward. Non che ci si aspettasse un ribaltamento del verdetto, ma poteva essere una bella occasione – per tutti – per riflettere su regole che stanno scacciando col forcone tanti appassionati. Ben venga, allora il prossimo weekend. Sperando che a fare la grazia sia il Gp d’Austria e si possa assistere a qualcosa di diverso, uno show un po’ meno scontato.

Guardare subito avanti: siamo arrivati a questo in un campionato dove la Mercedes ha messo nel mirino un altro record. Quello delle undici vittorie consecutive della McLaren 1988, by Ayrton Senna e Alain Prost. In quella stagione che prevedeva 16 Gp da disputare, la Mp4/4 motorizzata Honda ne vinse 15 (8 Senna e 7 Prost): l’unico successo sfuggito alla corazzata di Ron Dennis fu a Monza, dove a vinse la Ferrari con Gerhard Berger e dedica speciale al Drake scomparso neanche un mese prima.

Nel frattempo mentre dalla Francia la F.1 si sposta in Austria, rincorrendo il sogno di vedere uno spettacolo diverso, in Formula E lo spettacolo vero lo ha fatto Jean Eric Vergne. Con la vittoria a Berna, infatti, il francese ex collaudatore della Ferrari, ha messo di nuovo le cose in chiaro e ormai si avvia alla riconquista del titolo. Era arrivato il momento di mostrare gli attributi e in Svizzera il portacolori della DS Teechetah ha mostrato di possederne di dimensioni gigantesche. Ora ha 32 punti di vantaggio sul primo dei rivali, quando mancano gli ultimi due round. Quelli di New York. Dove già l’anno scorso il francese fece festa.

Da giovedi scorso, intanto, è in edicola un nuovo numero di Autosprint Gold Collection. È il numero 5 della grande collezione ed è interamente dedicato a Cesare Fiorio, splendido ottantenne e mito per tante generazioni di appassionati. Con 21 titoli iridati artigliati tra rally ed endurance e una presenza pesante alla Ferrari e altre stagioni rampanti in F.1, vi raccontiamo la storia di un uomo che ha confessato: "La peggior malattia professionale per chi fa il mio mestiere è una sola: perdere!".