Silverstone lancia inequivocabili segnali di pace al popolo della Formula Uno. Anche se il copione non cambia con l’ennesimo doppio passo mortifero e ubriacante della Mercedes che è sale grosso sulle ferite di un campionato clamorosamente ucciso nella culla dalle W10. In pista dietro a ogni piega, s’è rivista finalmente battaglia vera.

Sorpassi al limite, virtuosismi giganteschi, corpo a corpo da cuore in gola ma anche un’entrata a gamba tesa che ha scompaginato la sfida degli altri. Quelli che corrono un altro Mondiale dietro alle imprendibili Frecce d’Argento. Hamilton, Bottas e Leclerc salgono sul podio mentre Vettel sale ancora sul banco degli imputati per un tamponamento a Verstappen che riapre un capitolo mai chiuso e induce all’ennesima riflessione.

Lo facciamo anche noi su questo numero che oltre alla doppietta settebellezze della Mercedes pone l’accento su due aspetti che stanno emergendo. Da una parte la crescita straordinaria di Charles Leclerc sempre più punta di diamante della Sf90, un Cavallino di razza che combatte ed esalta; dall’altra un Sebastian Vettel in versione Capitan Francassa, attorcigliato su se stesso sempre meno capitano sempre più ombra di se stesso. Un anno fa, proprio a Silverstone, col collo malmesso il tedesco regalava un successo straordinario alla Ferrari «A casa loro, ah, ah, ah».

Un anno dopo a scatenare l’ilarità è invece l’erroraccio che ha compiuto ai danni di Verstappen in uno degli ormai classici momenti in cui a Seb si spegne improvvisamente la luce. In dodici mesi, con in mezzo una vittoria a Spa (l’ultima di Vettel nel Mondiale) e altre manovre da museo degli errori si stanno accedendo mille allarmi e centomila dubbi.

Silverstone lancia poi bellissimi segnali anche per due ragazzi che stanno provando a costruirsi un futuro. Si tratta di Luca Ghiotto e di Leonardo Pulcini. Il primo è tornato a riassaporare il gusto lungo della vittoria aggiudicandosi gara-1 di Formula 2; l’altro ha finalmente spezzato l’incantesimo andando a conquistare il primo successo stagionale in Formula 3. Ragazzi italiani che meritano supporto e attenzioni, il vicentino e il romano intenzionati a giocarsi fino in fondo le proprie carte, in due campionati difficili ma che rappresentano una bellissima vetrina.

E una bellissima vetrina è anche quella della Formula E. La stagione si è conclusa e a New York consegnando nelle mani di Jean Eric Vergne il secondo titolo consecutivo e in quelle della DS il primo sigillo tra i Costruttori.

Da sabato prossimo troverete in edicola un nuovo numero di Autosprint Gold Collection. Stavolta mettiamo sotto ai riflettori i piccoli Costruttori italiani della F.1. Piccole grandi favole non sempre a lieto fine. Si tratta di una retrospettiva esclusivamente dedicata ai marchi minuscoli e soprattutto non iridati che in F.1 non ci corrono e non ci correranno più. Un totale di 15 Costruttori di casa nostra raccontati dalla loro viva voce o da quella dei tecnici, piloti e direttori sportivi a loro direttamente collegati, con un’infinita miniera di storie, aneddoti e dettagli di una piccola grande epopea, che altrimenti avrebbero rischiato di andare perduti… l