La sintesi estrema di un Gp e di un Mondiale nel quale Lewis Hamilton manda davvero tutti in vacanza è in fondo a questa pagina, nella vignetta del nostro Matitaccia. Hungarodrink. Già perché il 5 volte iridato (che ha già le mani attorno al sesto titolo) i suoi avversari se li beve tutti. Pure quando sembra impossibile. Come fino a un certo punto era successo anche a Budapest. Dove un capolavoro di strategia della Mercedes ribalta l’inerzia di un match che pareva impossibile da portare a casa, dopo un tentativo di sorpasso andato a vuoto e un Gp che sembrava correre sempre più incontro a Max Verstappen. A 21 giri dal termine quella indicata dal tattico delle Frecce d’Argento James Volwes poteva sembrare anche una mossa suicida. E invece…

«Senza Lewis in macchina certe strategie possono diventare dei boomerang», ha confessato candidamente Toto Wolff, dinanzi all’ennesima impresa del suo fuoriclasse. Così grande che, adesso, ha finito per stritolare anche il suo compagno di squadra Valtteri Bottas che se ne va in ferie e ha un piede (ma forse anche tutti e due) fuori dalla Mercedes. L’ultimo Gp prima delle canoniche tre settimane di sosta regala un’altra sfida entusiasmante. Con un Verstappen superlativo e un Hamilton straordinario. Il resto è buio pesto. Soprattutto in casa Ferrari. Il terzo posto di Vettel e il quarto di Leclerc a un minuto dalla vetta è un fardello pesante sulle spalle di un team che chiude la prima fase della stagione con troppi rimpianti, diversi errori, neanche una vittoria e la consapevolezza che, adesso, oltre alle solite Mercedes ci sarà da guardarsi (molto) anche dalle prestazioni della Red Bull (almeno di quella di Verstappen). Un momento duro dentro a una stagione più difficile del previsto con troppe occasioni gettate al vento e la voglia di regalare almeno una gioia al sempre più abbattuto popolo rosso…

Una bella gioia a chi ha il cuore da corsa dipinto di rosso l’ha, invece, regalata in Ungheria Mick Schumacher che ha onorato il padre vincendo la prima gara della carriera in Formula 2. Un successo e una grande emozione sulla stessa pista dove quindici anni orsono Michael si laureava campione del mondo per la quinta volta consecutiva con la Ferrari e andava a cogliere il settimo titolo iridato della carriera. Sono scese anche alcune lacrime mentre il ragazzino sul podio festeggiava prima di chiarire che lui non ha in nessun modo voglia di accelerare i tempi e che in F.1 correrà solo quando sarà pronto. Detto per inciso, comunque vada, facciamo il tifo per lui. 

Nel Mondiale Rally, che la sua pausa estiva l’ha già consumata, la ripresa delle ostilità in Finlandia è stata soprattutto la cronaca di una vittoria annunciata. Quella di Ott Tanak e della Toyota Wrc che hanno messo a ferro e fuoco le speciali della classica nordica. Con il quarto successo messo in saccoccia quest’anno il 31enne estone ha ora allungato in vetta al Mondiale Piloti: ha un distacco di 22 punti su Ogier e 25 su Neuville. Mancano ancora 5 gare alla conclusione del campionato, troppe per dare dei giudizi definitivi, ma è abbastanza chiaro che il pilota nato a Karla ha davanti a sé una chance clamorosa per mettere le mani sul primo titolo iridato della sua carriera. E già dal prossimo round sull’asfalto della Germania ne vedremo delle belle.