Charles Leclerc che intona qualche nota dell’Inno di Mameli arriva a Monza sulle ali del suo primo trionfo in Formula Uno. Succede a Spa dentro a un weekend spietato nel quale si è corso in un’atmosfera surreale, con un lutto palpabile, un dolore enorme, un pilota di 22 anni morto in pista e un altro all’ospedale.

La terribile apocalisse sull’asfalto dell’Eau Rouge a ricordare che le corse possono avere un ghigno crudele e presentare conti terribili. Una vittoria densa di significati, quella del monegasco, dedicata al suo amico Anthoine Hubert, morto il giorno prima. Una prima firma bellissima, mischiata a un dolore enorme, con gli occhi di Charles velati di spessa tristezza. Un successo da campione sulla pista dei campioni.

Da Spa a Monza, il Mondiale di Formula Uno sbarca con in copertina Leclerc, capace di spezzare l’incantesimo e riportare alla vittoria una Ferrari che in Belgio ha fatto uno straordinario gioco di squadra. Finalmente davanti a tutti in un Gp dopo una prima parte di stagione a vedere gli altri fare festa e davanti agli occhi troppe occasioni mancate.

La prima di Charles e anche di Mattia Binotto da team principal del Cavallino. Una vittoria speciale dopo mesi duri, per l’ingegnere di Selvapiana di Canossa e pure la consapevolezza che, spezzato il tabù, adesso la seconda parte del 2019 potrà presentare altre pagine dolci.

A iniziare dal Gp d’Italia, appunto. Perché basta davvero poco per riaccendere l’entusiasmo e continuare a togliersi soddisfazioni e i sorrisi dalla faccia dei rivali, anche se la corsa ai mondiali è persa da tempo.

Intanto nell’Europeo della Montagna Simone Faggioli e Christian Merli festeggiano insieme la conquista del titolo. Entrambi campioni continentali, entrambi protagonisti di una stagione da extraterrestri culminata con un titolo da dividere e un duello da rinnovare, adesso, anche in Civm. Perché gente come loro ha sempre una gran voglia di ingolfare la bacheca di trofei.