Si affaccia sull’e-Prix di Hong Kong, apertura stagionale, con alle spalle i test di Valencia nei quali si è messa in mostra con Oliver Turvey, NIO. Il team cinese ha concluso a metà schieramento nel campionato Costruttori lo scorso anno, sesto e con la miglior prestazione in gara garantita da Nelsinho Piquet, a Buenos Aires, e la pole in qualifica a Hong Kong. Per un Piquet passato in Jaguar, debutta il nostro Luca Filippi, che a Valencia ha saggiato per la prima volta la monoposto elettrica che porterà in pista sabato prossimo.

Sensazioni inedite, per chi è reduce dal mondo IndyCar – serie che ha visto Filippi competere negli ultimi 4 anni - e, prima ancora, dalla GP2. «Quando sono in macchina sento il vento e il rumore più grande è quello della visiera a strappo. Una cosa unica e diversa. Mi dicono che in gara, nei contatti, senti il rumore del carbonio che si schiaccia quando dai le sportellate», ha raccontato.

Sarà affiancato da Oliver Turvey (che volerà a Hong Kong dopo i test Pirelli con McLaren ad Abu Dhabi), autore del miglior crono a Valencia, lo scorso ottobre, e chiamato a far meglio del 12° posto in campionato nella terza stagione di Formula E. Il risultato migliore in gara resta il sesto posto nell’e-Prix di New York. Ai due piloti titolari si aggiunge il cinese Ma Qing Ha, riserva annunciata da NIO la scorsa settimana.

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Dalla realtà statunitense, dalla IndyCar, per Filippi la nuova sfida non sarà meno complessa, anzi. Mancheranno le velocità degli ovali, sostituite da battaglie in pista ancor più serrate, il tutto con una gestione della monoposto da ottimizzare costantemente, che spiega così: «C’è tantissimo a cui pensare mentre si guida, il volante è complicatissimo, ci sono un sacco di pulsanti e strategie di consumo elettrico, in più si può rigenerare energia e tutto questo uno lo deve gestire nell’arco della gara. Quindi guidare, pensare, attaccare chi sta davanti, difendersi da quello dietro, bisogna essere molto maturi, preparati e magari anche freddi».

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