Quindici milioni di dollari l'anno. Per la prima volta, una serie sotto l'egida FIA affiancata da un title sponsor. Il colpo lo mette a segno Alejandro Agag, che ha siglato un accordo con ABB per battezzare il campionato delle monoposto elettriche ABB Formula E. Dal 2018 fino al 2025. Oltre ai costruttori, attrae investimenti il campionato pronto ad affrontare il terzo ePrix stagionale in Marocco. Intervistato da Autosprint prima dell'avvio della quarta stagione, a Hong Kong, Agag paragonava i primi passi della Formula E agli albori del mondiale di Formula 1. A Londra, a margine dell'evento con il quale è stata annunciata la partnership con ABB, il CEO ha parlato del futuro.

Guarda a orizzonti ancora lontanissimi e ambizioni che, oggi, appaiono enormi: «Credo che la Formula E diventerà davvero grande. In 20, 30 o 40 anni, saremo l'unica categoria del motorsport. Potrebbero essercene altre, ma saremo probabilmente quella principale perché il mondo sarà elettrico», racconta a Espn.

Con una mobilità dei prossimi decenni di certo totalmente elettrificata – significa soprattutto ibrido, oltre all'elettrico puro – ci saranno i naturali riflessi sul motorsport. Su Autosprint in edicola facciamo il punto sul bivio, non immediato ma molto vicino, di fronte al quale si trova la Formula 1, che potrebbe “salvarsi” riscoprendo la propria unicità tecnica a sciogliendo le briglie regolamentari ferree. Il regolamento tecnico del 2021, il passaggio da non mancare.

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Tornando ad Agag e la visione sul futuro, aggiunge: «Se non sarà elettrico nei prossimi 20 o 30 anni, saremo nei guai. La Formula E sarà il campionato delle auto. Non ci è mai piaciuto metterci in competizione con la Formula 1, che amiamo e riteniamo sia grandiosa, ma non sono mai stato in disaccordo con Richard Branson (secondo il quale dal 2020 la Formula E potrebbe superare in popolarità la Formula 1; ndr), è un uomo molto intelligente e il più delle volte ha ragione».