Ventinove giri da padrone di Marrakech. Pole e unico pilota a migliorarsi rispetto al crono ottenuto nelle batterie verso la Superpole, poi il sogno di Sebastien Buemi e di Renault e.dams svanisce. Felix Rosenqvist se ne sta tranquillo a seguire Sam Bird per gran parte dell'ePrix, approfitta di un rallentamento di DS Virgin al 16° giro per problemi al cambio e si mette in scia di Buemi, sferrando l'attacco decisivo a 4 giri dal termine: gara in tasca e leadership nel mondiale a seguire.

Niente Fan Boost per lo svedese di Mahindra, quello che aveva a disposizione Buemi: attacca in frenata di curva 7 – indigesta in qualifica tanto a Nick Heidfeld quanto ad Antonio Felix Da Costa, entrambi a muro – e vola verso la prima vittoria sul campo in stagione. A Hong Kong aveva beneficiato della squalifica di Daniel Abt, a Marrakech vince sotto la bandiera a scacchi. E per Mahindra la trasferta marocchina conta anche i punti di Nick Heidfeld, ottavo e in recupero dalle ultime posizioni in griglia. Punti buoni a consolidare il primato nel campionato Costruttori.

Buemi deve accontentarsi del secondo posto, con una Renault e.dams che non è ancora come vorrebbero i piloti, dai commenti dopo le qualifiche. Ma, soprattutto, lo svizzero non è riuscito a sfruttare il Fan Boost assegnatogli a causa di un problema tecnico. Terzo è Sam Bird, si consola con un podio a 5”7, ma soprattutto c'è l'amarezza per aver perso la seconda posizione per problemi al cambio nel finale del primo stint, prima del cambio di monoposto - svolto dalla gran parte dei piloti al giro 17, per le bandiere gialle in pista, dove Lotterer ha parcheggiato la Techeetah nella via di fuga -.

A Marrakech è rimasto tutto invariato: tempo minimo di 45” mantenuto dopo il sollevamento dei piloti contro la decisione della Federazione di abolire il limite. Le rimostranze sui rischi per la sicurezza, in particolare di cinture sulle gambe non correttamente allacciate nel tentativo di guadagnare secondi preziosi, ha portato al dietrofront della Federazione, che farà slittare l'eliminazione del tempo minimo alle prossime gare.

Tra i protagonisti dei 33 giri mancano i due alfieri di Audi Sport. Lucas Di Grassi partiva quinto, posizione mantenuta al via, ma al settimo giro il brasiliano ha dovuto alzare bandiera bianca e ritirarsi. Non è andata meglio a Daniel Abt. Chiude solo 11°, penalizzato dal Drive Through comminato per aver centrato la Jaguar di Alex Lynn al secondo giro, in curva 1, in un tentativo azzardato di sorpasso. Conferma la quarta piazza Nelson Piquet, ancora a punti Jaguar, con Nelsinho che somma ai 12 punti quello del giro più veloce in gara, in 1'22”832. Precede Techeetah, quinta con Vergne.

Inatteso il risultato di Pechito Lopez. Dragon che era fanalino di coda nei due ePrix di Hong Kong, si ritrova sesta con l'argentino, a 16” dal vincitore ma soprattutto con un gran risultato in qualifica: guadagna l'accesso alla Superpole e il quarto posto in griglia, conservato nelle prime battute di gara, prima di cedere alle Audi e alle Jaguar. Ultimi giri serrati nelle ultime posizioni della top ten, dove Nico Prost scavalca Alex Lynn e chiude nono. In partita per qualche punto è stato anche Edoardo Mortara, reduce da tanti problemi tecnici nelle libere e una qualifica che lo ha visto partire in penultima fila. Dalla sedicesima posizione è riuscito a risalire fino alla nona, in bagarre però con Engel e Heidfeld ha toccato un muretto al 30° giro, che ne ha decretato il ritiro. Ultimo al traguardo, Luca Filippi, 16°. 

Ordine d'arrivo e classifiche