Pole, vittoria e gara comandata dal via alla bandiera. A Jean Eric Vergne manca solo il giro più veloce (di Sam Bird), nell'ePrix di Santiago del Cile per realizzare il Grand Chelem. Techeetah in gran spolvero, realizza la doppietta con un arrembante Andrè Lotterer, secondo. 34 giri perfetti per i due Ghepardi nero-oro, poi il tedesco cerca gloria e vittoria, tenta l'attacco in staccata di curva 3, ma la frenata sullo sporco quasi compromette la gara di entrambe le macchine: il musetto si aggancia al retrotreno di Vergne, metri interminabili verso un ingresso curva sempre più vicino, come le barriere. Lotterer senza direzionalità, la frittata sembra servita, ma torna il grip sufficiente per inserire l'anteriore e salvare la gara: propria e del leader. 

Se Vergne ha comandato autorevolmente, Lotterer ha centrato la partenza perfetta. Dopo una qualifica dal gran potenziale non concretizzato, lui che si era presentato alla Superpole con il miglior crono delle quattro batterie: sbatte già in curva 1 nel giro veloce, non è l'unico, su un circuito molto sporco, sconnesso e scivolosissimo. Seconda fila, così. Si spengono i semafori e Vergne ha vita facile nel confermare la testa, Lotterer salta Buemi, secondo, e si ritrova affiancato da un Nelsinho Piquet a cannone su Jaguar: dalla terza fila gira secondo. E' un via caotico, con Jose Maria Lopez e Maro Engel subito contro le barriere, Nick Heidfeld danneggia la sospensione e il cambio di monoposto è, di fatto, una sentenza definitiva sulle chance di arrivare al traguardo.

Tre giri di safety car sono necessari per recuperare la monoposto di Lopez e di Engel. Si riparte al quarto e, se in testa Piquet controlla Lotterer e Buemi negli specchietti, dalle retrovie si segnala il recupero di Lucas Di Grassi. Ancora una qualifica da protagonista, terzo tempo nella Superpole, ma solo 13° in griglia. La sostituzione dell'inverter sulla Audi ABT FE04 e-tron comporta l'arretramento di 10 posizioni in griglia. Santiago sembra poter regalare le prime soddisfazioni alla casa di Ingolstadt e al brasiliano. Fuori Abt per problemi tecnici all'ottavo giro, Di Grassi risale la graduatoria e respira aria di top 5 a ridosso del cambio macchina.

Lo stint iniziale si allunga di un paio di tornate rispetto all'esatta metà gara, grazie ai passaggi dietro Safety Car. Primi cambi al giro 20 e chi se ne avvantaggia maggiormente è Felix Rosenqvist. ePrix difficile per Mahindra, non una buona qualifica, una gara iniziata dalla quattordicesima piazza per il leader di campionato. Si ritrova quinto, da decimo che era prima del cambio macchina, lo svedese. E il secondo stint lo proietta in bagarre per il podio. Ennesima gara conclusa con un ritiro, invece, per Lucas Di Grassi. Giro 23, ancora fermo in pista il campione in carica, che lascia il quarto ePrix stagionale a quota zero punti in campionato. Il momento è difficile.

Il finale di gara vive sul confronto Vergne-Lotterer per la vittoria, Buemi-Rosenqvist-Bird per la terza posizione, che va al pilota svizzero, quarto in campionato dopo Santiago del Cile, con 37 punti. Sfrutta il FanBoost per liberarsi di Nelsinho Piquet e la manovra riesce al tornantino al giro 28. Gli ultimi 10 passaggi sono un provare a insidiare le due Techeetah, tenendo un occhio su Rosenqvist e Bird. Piquet getta alle ortiche un possibile arrivo tra i primi 5 provando la replica impossibile su Buemi: finisce lungo nella via di fuga di curva 3 e perde due posizioni, arretra dietro la DS di Bird, posizione che confermerà sotto la bandiera a scacchi. Notevole il recupero dell'altra Jaguar. Mitch Evans parte ultimo – qualifica macchiata da un errore nel primo gruppo – e rimonta fino alla settima piazza, in scia di Piquet. Top ten con punti assegnati anche alla Dragon di D'Ambrosio, la Andretti di Da Costa e la Renault di Prost.

Ordine d'arrivo ePrix Santiago del Cile

Classifica Piloti e Costruttori dopo Santiago