La Formula E prosegue il suo viaggio nel continente americano. E stavolta offre anche un bel tema di discussione, perché da quando la serie full electrics si corre a Mexico City c’è un filo sempre più spesso di curiosità che annoda due mondi agli opposti. E c’è soprattutto la voglia di vedere l’effetto che fanno le monoposto elettriche sul circuito intitolato ai fratelli Rodriguez e senza necessità di confronto metterle in parallelo a quelle del Circus. Come capiterà nel prossimo week end.

È' questo uno degli spunti di riflessione che offre il prossimo numero di Autosprint-E, l’inserto di Autosprint, l’unica rivista a livello mondiale ad occuparsi della Formula E (in edicola del 6 marzo) che sabato prossimo manderà in scena il quarto appuntamento di una stagione finora davvero esaltante con corse e risultati sempre in bilico.

Questa è la terza volta nella quale la serie creata da Alejandro Agag utilizza una porzione della pista messicana che ospita il Mondiale di F.1 garantendosi il palcoscenico delle tribune disposte ad anfiteatro, le stesse dalle quali nell’ottobre scorso gli appassionati spettatori locali hanno ammirato Lewis Hamilton mentre, a suon di tondi con la Mercedes, celebrava l’aritmetica certezza della conquista del 4 titolo iridato. Anche se in versione molto accorciata (abbandonando la pista tradizionale a metà rettilineo e ricollegandosi dopo le caratteristiche curve in sequenza che immettono sul rettifilo opposto) c’è sempre un'attenzione particolare ogni volta che le monoposto della Formula E lasciano lunghi sbaffi su un circuito che ha ospitato anche la Formula Uno.

Per quanto riguarda la stagione in corso quello del Messico, del resto, è l’unico caso in cui si corre su una pista permanente abbandonando quei centri cittadini nei quali la categoria ha profilerato dal 2014 a questa parte. Una sfida anomala all’interno di un campionato più aperto che mai e dove i piloti ex F.1 hanno spesso fatto la voce grossa. Autosprint-E è andato quindi a rileggere quella che è stata la storia nella categoria elettrica dei piloti in arrivo dai Gp e che dal 2014 a oggi hanno sempre messo le mani sul titolo. È il caso di Nelson Piquet jr., Sebastien Buemi e Lucas Di Grassi: ognuno con la sua storia raccontare dentro a una carriera adesso votata all'elettrico.

Dopo Santiago del Cile, la serie sbarca a Mexico City e poi, prima di tornare in Europa, si concederà un’altra passerella a Punta de l’Este ripescata nella serie dopo il forfait di San Paolo del Brasile. Quello in scena all’autodromo Hermanos Rodriguez è il quarto atto di una stagione che, proprio nell'ultimo atto andato in scena in Cile, ha avuto un sussulto nei piani alti della classifica. Dove adesso comanda Jean Eric Vergne, anche lui ripudiato dalla Formula Uno, vincitore in Cile davanti al suo compagno di team Andrè Lotterer per una doppietta memorabile, la prima messa a segno nella storia della categoria. Una doppietta che ha lanciato Techeetah al comando tra i team (con 2 lunghezze di vantaggio su Mahindra e 20 su Virgin) e Vergne in vetta fra i piloti con 5 lunghezze su Rosenqvist. Ora per davvero l’atmosfera si fa elettrica.

FORMULA E: IL CALENDARIO