La Fiesta termina dopo 15 tornate, per Felix Rosenqvist e Mahindra. Dalla pole lo svedese controlla il primo terzo di gara, senza avversari, poi iniziano i guai tecnici sulla monoposto indiana e il sogno di tornare a vincere, nell'ePrix di Città del Messico, sfuma sotto i colpi dei continui reset che bloccano in pista la monoposto. Una parentesi breve di gloria per Oliver Turvey e NIO, ottimi secondi in griglia dopo l'arretramento di Felix Da Costa, la cui Andretti è risultata sottopeso, poi è Daniel Abt Show. Torna a vincere dopo Hong Kong, successo nella seconda tappa cancellato per un errore amministrativo nella registrazione dei codici del powertrain, e per Audi Sport è la concretizzazione di una velocità della FE04 e-tron mai in dubbio.

Partiva quinto il tedesco, subito al via lesto a saltare Da Costa e agganciare il trenino di testa. L'altra Audi ultima, Di Grassi a dover scontare 10 posizioni di penalità per la sostituzione dell'inverter e 5” extra per non aver potuto pagare interamente la penalizzazione. Sarà un ePrix di rimonta, chiuderà nono, con il miglior giro che somma 1 punto ai 2 della posizione d'arrivo. La scalata alla vetta di Abt inizia passando Buemi al 21° giro, dopo essersi francobollato alla Renault sin da inizio gara.

Che sarà la giornata buona per Audi è chiaro leggendo la rapidità con la quale Abt riprende Turvey, prima del pit-stop per il cambio macchina. Operazione nella quale anticipa tutti Sam Bird, altro penalizzato con 10 posizioni di arretramento, per la sostituzione del cambio su DS Virgin. La mossa funziona, l'inglese recupera fino alla decima posizione ma l'esito finale non sorriderà a DS: solo decima con Alex Lynn, anch'egli con la stessa penalizzazione di Bird e decimo in griglia, dopo un'ottima Superpole.

Il cambio macchina avvantaggia Vergne su Buemi, passa terzo il leader di campionato e recupera una posizione, ma il FanBoost assegnato a Buemi – come a Di Grassi e Rosenqvist – agevolerà il sorpasso al giro 29. Dietro i primi quattro è lotta Jaguar, con Evans che scalza Piquet. Il team continua a essere metronomo di questo primo terzo di campionato, due macchine ancora a punti e tra i primi sei, con un Piquet gagliardo e aggressivo su Buemi, soprattutto per una gestione energetica migliore lungo l'intera gara.

Naviga nelle posizioni alte Techeetah, quinta con Vergne, autore di una qualifica opaca ma sesto in griglia per il gioco delle penalità. Avrebbero potuto avere due macchine nella top ten, se Lotterer non fosse stato penalizzato per unsafe release durante le operazioni di cambio macchina, nelle quali un meccanico è rimasto leggermente infortunato. Chiuderà solo 13° il tedesco, dalla settima posizione guadagnata a metà gara.

Conquistata la testa della corsa, Abt ha dettato il ritmo nella seconda parte dell'ePrix, senza avversari e incrementando il margine di vantaggio su Turvey, al primo podio in Formula E, attento a proteggere la posizione da Buemi, a sua volta pressato da Piquet.

Ordine d'arrivo ePrix Città del Messico

Da segnalare il finale consistente di Edoardo Mortara, che riesce a portare la Venturi in ottava posizione, davanti a Di Grassi e Alex Lynn. La classifica iridata vede Jean Eric Vergne (81 punti) allungare su Felix Rosenqvist (69 punti grazie ai 3 ottenuti con la pole position), costretto a un cambio macchina anticipato e ritirato dopo 34 passaggi, stessa sorte di Heidfeld. Terza piazza per Sam Bird a 61, con Buemi che piano piano recupera sui primi ed è quarto a 52 punti. Nel Costruttori, Techeeta è a quota 99 punti, precede Mahindra a 90 e la consistenza Jaguar a 74 lunghezze, a sopravanzare DS Virgin.

Formula E, le classifiche di campionato