Stopper perfetto, Jean Eric Vergne a Punta del Este. Vince e allunga nella classifica di campionato, punti del trionfo in Uruguay da sommare ai 3 maturati con la pole position. E le sorti dei 37 giri dell'ePrix di Punta del Este si scrivono proprio a partire dalla Superpole. Di Grassi, Vergne, Evans, Lynn e Turvey a giocarsela, ma in quattro vengono penalizzati, regalando la partenza al palo al francese di Techeetah. Di Grassi il più rapido, danza tra i cordoli come nessun altro, ma una sbavatura, un paletto toccato nel settore centrale, costa la penalizzazione. Come lui, anche Evans, Lynn e Turvey, tutti sanzionati per aver superato i limiti della pista. E, nel caso di Mitch Evans, la Jaguar sottopeso alle verifiche lo fa sprofondare in sedicesima piazza.

Un ePrix del 20% più lungo rispetto all'ultima edizione, con un asfalto a 36° C e l'ambiente a 30° C: gli ingredienti per mettere in crisi le monoposto sotto il profilo della gestione energetica c'erano tutti. La lunghezza maggiore, i 37 giri, viene parzialmente neutralizzata dall'ingresso della safety car al quarto passaggio, per consentire ai commissari di rimuovere la Mahindra di Nick Heidfeld rimasta ferma nel primo settore. Ancora problemi per il team indiano, con Rosenqvist non impeccabile in qualifica, a toccare il muretto e limitare la prestazione alla dodicesima piazza in griglia. Altri, peggio, hanno mandato la monoposto dritta a muro. Vedi Heidfeld, Piquet e Prost nei gruppi di qualifica.

E' un Di Grassi arrabbiato per quel che ritiene essere un torto subito, la pole strappata dai commissari. La seconda posizione in griglia, col senno di poi, diventa l'ostacolo insormontabile per agguantare la vittoria. Fanno gara solitaria, Vergne e Di Grassi, dal quinto giro al 37°: mai un gap superiore ai 6 decimi. Di Grassi a cercare l'esterno in più occasioni di attacco nella penultima variante, JEV a controllarlo e chiudere ogni pertugio. Il tentativo estremo, più deciso, arriva al giro 34: bussata veemente della Audi FE04 e-tron sulla Techeetah, Di Grassi a bloccare il retrotreno, il tornante vede girare davanti Vergne e, in uscita, non c'è la differenza necessaria per il cambio di posizioni. Le schermaglie tra i due favoriscono l'avvicinamento di Sam Bird, altro deluso della qualifica, solo nono su DS Virgin. L'inglese termina sul podio, a 2”6 da Vergne, e il momento clou lo vive nella fase di cambio macchina, come tutti i primi effettuato al giro 19.

Una DS a rilevare l'altra, quella di Alex Lynn, ancora in Superpole e autorevole terzo a 2” dai primi fino al momento della sosta. Le operazioni non sono velocissime e perde due posizioni, su Daniel Abt e Sam Bird. Il tedesco di Audi paga a caro prezzo un'operazione di cambio monoposto non impeccabile. Rientra al box da terzo in pista, passando Lynn nel giro di rientro, però è costretto a fermarsi nuovamente al giro 22, per sistemare le cinture di sicurezza, non sufficientemente strette. Finisce anche sotto investigazione dei commissari, l'operazione. Al traguardo, solo 14°, l'epilogo vede sfumare un probabile podio. Dell'interessante pacchetto in lotta nelle fasi iniziali di gara, viene meno anche Sebastien Buemi, per un errore di guida che lo porta a toccare il muro con la posteriore sinistra della sua Renault e-dams, con la conseguente rottura della sospensione e il necessario cambio macchina anticipato, al giro 12. Non arriverà sotto la bandiera.

Detto dei guai di Heidfeld, qualche intoppo ha condizionato anche la rimonta di Felix Rosenqvist, comunque buon quinto con Mahindra, alle spalle di un gran Mitch Evans, a risalire il gruppo dal 16° posto in griglia al quarto, a 1”4 dalla DS di Sam Bird. A punti chiundono anche Oliver Turvey, buon settimo, Pechito Lopez, ottavo e autore del giro più veloce in gara, Jerome D'Ambrosio nono con la seconda Dragon Racing e Maro Engel, decimo, su Venturi.

ePrix Punta Del Este, l'ordine d'arrivo

Con il risultato maturato a Punta Del Este, Vergne si proietta al prossimo ePrix di Roma con la leadership del campionato Piloti in Formula E, a quota 109 punti, contro i 79 di Felix Rosenqvist e i 76 di Sam Bird. Resta fermo a 52 punti Buemi, come Piquet a 45. Il podio di Di Grassi lo porta a quota 21 lunghezze in campionato, decimo. Impresa titanica il recupero, con questa Techeetah e questo Vergne in formato mondiale. Nel campionato Costruttori, la classifica vede Techeetah a 1277 punti, Mahindra a 100, Jaguar a 86 e DS Virgin a 85 punti. Audi è in scia di Renault e.dams, 58 contro 59 lunghezze.

Formula E, la classifica Piloti e Costruttori