Trenta giri di Formula E a Zurigo hanno scritto un copione, anche favorevole al leader di campionato per la limitazione dei danni che si prospettava. I nove residui hanno capovolto le carte in tavola. Non cambia il volto sorridente sul gradino più alto del podio. Dove finora Audi Sport aveva espresso la e-tron FE04 di Daniel Abt, l'e-Prix svizzero consegna finalmente la prima vittoria stagionale a Lucas Di Grassi. Stagione che avrebbe dovuto offrire altre soddisfazioni. Non sono arrivate, per il campione uscente.

Vince partendo dalla quinta posizione, esprime il passo buono per riprendere Mitch Evans, prima pole di Jaguar che non si traduce nella vittoria. Davanti a Di Grassi partivano anche André Lotterer e Sam Bird, scenario migliore, per l'inglese di DS Virgin, difficilmente poteva concretizzarsi, vista la diciassettesima posizione di Jean Eric Vergne, autore di una qualifica da dimenticare.

Non un problema di macchina, Lotterer ha mostrato il potenziale della monoposto. Come lo ha fatto Vergne in gara, protagonista di una rimonta esaltante, fino alla settima posizione prima del cambio macchina. Ed è la fase che condiziona l'intero esito dell'e-Prix di Zurigo. Poco prima dello stop, al 20° giro, Full Yellow Course in pista, per rimuovere detriti e parti di monoposto perse dai contatti registrati. Il primo: Piquet che tampona Abt, giro 1: niente ala posteriore per Daniel, Jaguar anch'essa danneggiata e una fermata supplementare per entrambi i piloti.

La fase di neutralizzazione arriva quando Lucas Di Grassi ha già completato la propria risalita, al giro 18 è in testa alla corsa davanti a Evans e Lotterer. In molti supereranno il limite di velocità imposto, i 60 km/h, incappando nel Drive Through: Evans, Lopez, Buemi, Lotterer. Tutti autori di gare di rilievo, nella top ten. E, in prospettiva, il podio virtuale sembrava poter essere Di Grassi, Bird, Vergne. Invece, no. Penalizzazione anche per JEV, che sprofonda in dodicesima al ritorno in pista e non può far meglio del decimo posto finale.

Di Grassi dominatore, ha bisogno di 18 giri per prendere Evans e passarlo in scioltezza sul rettilineo, di potenza pura. Da lì, un monologo. Passo inarrivabile. Più forte, nella domenica di Zurigo, ha girato solo Jean Eric Vergne. Se la qualifica è stata altamente deludente, durante il cambio macchina, al giro 19, ha perso troppi secondi, tra operazioni lente di attacco delle cinture e uno stop della monoposto prima della ripartenza. Ben 46” per completare il tutto, contro i 32” di Di Grassi e i 31” di Buemi e dei due Mahindra, i più rapidi nel cambio monoposto. Seconda battuta d'arresto per il francese di Techeetah, dopo la qualifica, nonostante tutto resta in testa al campionato ma vede ridursi ad appena 23 punti il margine di vantaggio su Sam Bird a due e-Prix dal termine.

Bird che indirettamente capitalizza gli eventi. Prima della pioggia di penalità l'inglese navigava intorno alla quinta posizione a 8” da Di Grassi, non esattamente il miglior modo di sfruttare le difficoltà di Vergne. Si ritrova secondo, il pilota di DS Virgin. E precede un ottimo Jerome D'Ambrosio. Competitiva Dragon, ha mostrato prestazioni interessanti in qualifica, quarto il belga, quinto Lopez (penalizzato però di 3 posizioni per non aver rallentato abbastanza nelle libere 1 sotto bandiera gialla), questa volta anche in gara sono riusciti a navigare bene nella top ten, prima che i Drive Through riscrivessero la classifica e proiettassero D'Ambrosio in terza posizione.

e-Prix Zurigo, l'ordine d'arrivo e i distacchi

Dei piloti penalizzati, Lotterer è il migliore, quarto, con la consolazione del giro più veloce in gara (strappato a Vergne, 1 punto perso in ottica campionato), poi Buemi quinto, davanti a Heidfeld, Evans, Da Costa e Turvey, quest'ultimo in gran recupero dall'ultima posizione in griglia di partenza e attento a difendersi da Vergne negli ultimi 2 giri.