Una lotta a due, mai messa in dubbio. Lotterer-Bird è la partita che va in scena nell'ePrix di Hong Kong, con un finale ad alta tensione. Vince l’inglese di Envision Virgin Racing sotto la bandiera, con una coda polemica e regolamentare che lo vede sotto investigazione dei commissari. 

Gara che si decide all’ultimo giro. Non bastano 45 minuti, spezzettati da tre safety car e una bandiera rossa, a tracciare un volto netto alla gara. Dalla qualifica, bagnata, spunta Stoffel Vadoorne in pole, davanti a Oliver Rowland. Al via, il pilota Nissan salta subito la HWA del belga e guida il plotone, con un Lotterer aggressivo e un Sam Bird-fionda, dalla settima posizione in griglia a mettersi subito in bagarre per il podio.

Al secondo giro entra in scena la prima Safety Car, seguita dalla bandiera rossa. Nasr manda a muro la Geox Racing, Wehrlein alle sue spalle va lungo e distrugge l’anteriore sinistra sulla macchina di Nasr. Poco dietro, D’Ambrosio trova la strada sbarrata e completa il “filotto”. Due Mahindra ritirate, una Geox out. Per Mahindra, trasferta da dimenticare, sin dalla qualifica, a occupare l’ultima fila in griglia.

Davanti, Rowland è costretto a cedere la leadership a Bird, un problema tecnico rallenta Nissan, Bird ringrazia e va al comando al sesto giro. Uno più tardi, l'errore del pilota Envision Virgin dà strada ad André Lotterer, che non mollerà il comando fino al termine. DS Techeetah corre con una punta, vista la deludente prova di Vergne, a navigare a metà schieramento.

Se Lotterer-Bird fanno gara a sé, dietro Stoffel Vandoorne prova a difendere una terza posizione che non è nelle possibilità attuali di HWA, né in quelle di Gary Paffett, in battaglia con Di Grassi. Brilla, invece, Edoardo Mortara, a tenere a bada Lucas Di Grassi e un gruppetto con la seconda Envision di Robin Frijns, poi Daniel Abt e Felipe Massa.

Ai meno 18 minuti, il ritiro di Vandoorne – fermo in pista – e quello di Sebastien Buemi, tolgono altri due protagonisti di scena. Li seguirà Oliver Rowland, con la sospensione posteriore sinistra danneggiata, causa contatto con le barriere. Stesso epilogo per la gara, di retrovia, di Alexander Sims.

Il finale, dopo due neutralizzazioni della Safety Car per rimuovere le macchine, ferme in pista, di Vandoorne e Rowland, vede Bird provare in tutti i modi l’attacco su Lotterer. I due fanno a ruotate, Bird più volte tocca il retrotreno della DS Techeetah, a dover controllare anche un consumo d’energia superiore al powertrain Audi di Bird – 5% di differenza tra i due –. Della bagarre tra i due ne approfitta Edoardo Mortara, alla scadenza dei 45 minuti, con un aggancio alla testa senza, però, trovare spunto e spazio per attaccare in pista.

L'ordine d'arrivo dell'ePrix di Hong Kong

L’episodio decisivo, all’ultimo giro, vede Bird insistere e tamponare Lotterer, danneggiare il diffusore, che va a forare la gomma posteriore destra. Gara alle ortiche per il portacolori DS Techeetah. Vince Bird, seguito da Mortara e Di Grassi, con la spada di Damocle dei commissari ad aver posto sotto investigazione l'episodio clou della gara. 

"E' un peccato, ho provato l’interno e André si è difeso. È un peccato finire così. Sono molto contento, purtroppo non si può cambiare linea due volte alla fine, sono molto felice per il team e speriamo di continuare così", ha commentato a caldo Bird, sull'episodio decisivo con Lotterer.

Decisione dei commissari che arriva oltre 2 ore dopo la conclusione dell’ePrix e infligge una penalizzazione di 5” a Bird, ritenuto “prevalentemente responsabile” dell’incidente con Lotterer. La decisione arretra Bird al sesto posto e consegna la vittoria a Mortara, davanti a Di Grassi e Frijns, che guadagna il podio.