Rowland-Vergne al via, prima fila con l’inglese di Nissan a firmare la prima pole in carriera. Vergne-Rowland 45 minuti e un giro più tardi. In mezzo, un ePrix di Sanya che per 25 minuti vive senza sussulti né colpi di scena nelle posizioni di testa, a correre via con un trenino di 5 macchine in 2". Ad aprire le danze che caratterizzeranno gli ultimi 20, Vergne.

Il francese, nelle esibizioni precedenti protagonista di un campionato opaco, si riscatta e vince la seconda tappa della Formula E in Cina. Lo fa attaccando la leadership di Rowland e di Nissan ai -21 minuti dalla bandiera. Giro 19, JEV prova a ruote fumanti in staccata, l’ultima prima del traguardo, trovando i centimetri necessari per passare in testa e allungare subito, dimostrando d’avere un ritmo superiore a quello imposto nella prima metà dell’ePrix da Rowland.

Nissan competitiva ma ancora con problemi di affidabilità. Tormentano Buemi, quinto in griglia ma costretto a partire dalla pitlane.

Produrrà un recupero monstre, fino alla sesta posizione. Non senza il momento controverso dell’ultimo giro. In battaglia con Robin Frijns per la settima posizione, i due tirano la staccata oltre la fisica, che presenta il conto a Frijns: va lungo e centra un incolpevole Di Grassi. Ritiro per il brasiliano, riparte ultimo l’olandese.

Così, bandiera a scacchi sventolata in fase di Full Course Yellow.

ePrix caratterizzato dalle temperature elevate, asfalto a 40° C e aria a 30° C, valori hce si sono tradotti in una condotta di gara accorta, a gestire il pacco batterie. La neutralizzazione arrivata ai meno 16 minuti dal termine, giro 22, per l’incidente di Alexander Sims, ha dato un po’ respiro ai team.

Safety Car prima, bandiera rossa poi, per rimuovere la BMW reduce dalla bagarre con Lotterer e a rimediare i danni maggiori. Il pilota inglese, fino ad allora quinto, lascia la porta aperta in frenata di curva 5, Lotterer si tuffa all’interno e, su curva 6, richiamo verso destra, Sims si trova a contatto con le barriere. Sospensione danneggiata e stop in pista.

Tantissimi piloti finiti sotto investigazione, in un ePrix di Sanya ravvivatosi solo nella seconda metà di corsa. Da seguire le decisioni della direzione gara su Vergne, per una presunta violazione delle procedure da rispettare sotto Safety Car. Mandata in pista prima della bandiera rossa e, successivamente, a guidare la ripartenza post-bandiera rossa, esposta ai meno 12 dal termine e con un ePrix che ha vissuto gli ultimi 10 minuti con bandiera verde.

L'ordine d'arrivo dell'ePrix di Sanya

Appuntamento da dimenticare per Sam Bird, leader di campionato prima di Sanya. Una qualifica negativa, solo 16°, e una gara ancora peggiore, ritirato per problemi tecnici già nei primissimi minuti, lo portano a cedere la testa del mondiale. Con il risultato odierno, Da Costa, terzo, va al comando, anche grazie a un Jerome D’Ambrosio solo settimo e un Lucas Di Grassi costretto al ritiro.

Le classifiche del mondiale Piloti e Costruttori

La grande rimonta di Buemi, partito dalla pitlane e arrivato sesto – bene anche Evans, nono dopo un via in ultima fila accanto a Piquet – è stata caratterizzata da diversi episodi in battaglia con altri piloti, per i quali è stato posto sotto investigazione dai commissari. Quello con la Venturi di Edoardo Mortara è costato diverse posizioni al vincitore dell’ePrix di Hong Kong.