Ognuno con un buon motivo per festeggiare. La vittoria di Vergne a Sanya chiude un periodo nero, durato tra gare senza ottenere punti. JEV decisamente sottotono rispetto a quanto espresso da Lotterer, vedi Hong Kong, con una vittoria di fatto in pugno.

Il campione in carica trova il primo successo stagionale e corrisponde conla prima affermazione della nuova partnership DS Techeetah, proprio nella gara di casa.

“E’ la nostra prima vittoria, del nuovo team, siamo molto contenti e orgogliosi. Abbiamo avviato un nuovo rapporto con DS, e all’inizio è sempre difficile.

Dopo 20 gare sempre a punti, non essere riuscito a ottenerne nelle ultime 3 è stato un momento molto duro per me. Non ho dormito bene tra Hong Kong e qui, ma il fatto che siamo riusciti a stare uniti come squadra, continuare il percorso, con lo stesso desiderio di progredire, facendo il miglior lavoro possibile, ha ripagato oggi”, racconta Vergne.

Finito sotto investigazione dei commissari per la procedura seguita sotto fase di Safety Car, è stato graziato con una reprimenda, che non ne ha messo in discussione il successo. È toccato al pilota francese iniziare le danze e ravvivare un ePrix altrimenti piuttosto noioso nella prima metà, con i piloti di testa a fare gara in fila indiana, senza grandi scossoni.

ePrix Sanya, Vergne accende la corsa e trionfa

Rowland si è difeso bene, fino a quando Vergne non ha deciso un attacco improvviso: “È difficile passarlo, si muove un po', a volte un po’ troppo, ma corri giocando un po’ con il regolamenti.

C’era solo una curva dove potevo provare il sorpasso. A ogni giro andavo in recupero d’energia molto presto, lui l’ha visto e non mi sono mai trovato davvero vicino. Credo d’averlo sorpreso, che fosse l’unica curva dove non guardasse negli specchietti perché sapeva che ero in un lifting estremo”.

L’impressione che DS Techeetah avesse più passo della Nissan al comando è stata netta una volta avuta pista libera, con Vergne a costruire un piccolo margine di vantaggio, agevolmente. E Rowland ha ammesso d’aver avuto anche lui problemi di recupero energetico, che lo hanno costretto ad anticipare le fasi di lif and coast.

Alla fine, soddisfatto del risultato, in un ePrix che regala podio e pole position. “Per un verso sono contento, per un altro un po’ deluso, perché era una buona opportunità oggi. JEV ha fatto un buon lavoro, mi ha sorpreso, sapevo ci avrebbe provato, ma ero molto in difficoltà, dovevo andare in recupero molto presto.

Sono molto contento del podio, c’è voluto un po’ perché arrivasse, ne ho perso uno in Messico e, ancora, quando ero al comando a Hong Kong. Sono state tre gare difficili, con tre ritiri. Volevo consolidare la posizione e non rischiare troppo”.

Alle sue spalle, un simile ragionamento, con in mente, però, il campionato Piloti, lo ha fatto Antonio Felix Da Costa, che da Sanya riparte con la leadership nel mondiale. Una condotta di gara senza rischiare troppo, tanto da concludere con ancora un Attack Mode inutilizzato.

“Sono contento dei punti ma volevo qualcosa in più oggi. Seguendo questi due (Vergne e Rowland; ndr), pensavo avessimo la macchina per vincere ma qui non è facile passare, devi prendere tanti rischi, specialmente con un tipo come Olly.

Sapevo esattamente cosa passasse nella sua testa, voleva il podio e io avevo bisogno dei punti. Si è difeso duramente, io sono rimasto lì in attesa, con un po’ di frustrazione… è andata com’è andata. Sono contento, resta ancora tanta strada e dovremo assicurarci d’essere lì (in testa al mondiale; ndr) a luglio.

Non affronto le gare pensando continuamente al campionato. Se fossi partito dalla pole sarebbe stata una corsa più facile,devi bilanciare il tutto, vedremo se funzionerà, non lotto da tanto tempo per un campionato”.