Unico team francese presente nel campionato numero 5 della Formula E assieme a Nissan e.Dams, DS Techeetah, forte della partnership con il team cinese vice campione in carica del ghepardo dagli occhi a mandorla, è giunta all’ottavo round della stagione nell’ePrix casalingo in testa al campionato costruttori con sette punti di vantaggio sui rivali della Virgin.

Un risultato per certi versi insperato considerando l’avvio difficile della squadra franco-cinese, ripresasi decisamente dall’ePrix di Sanya (Cina) nonostante gli annosi problemi in qualifica, con i piloti spesso costretti a scendere nei primi gruppi e fortemente penalizzati dalle condizioni incontrate. L’appuntamento parigino è stato occasione per una serata di presentazione al DS World, location molto rinomata a Parigi per via delle sue esposizioni non solo automobilistiche (modelli SUV DS Crossback 3 e 7) ma anche artistiche, con dipinti all’avanguardia di artisti del calibro di Patrick Braoude’, riguardanti l’intero mondo del motorsport. Alla conferenza stampa sono intervenuti, nell’ordine, il presidente DS Automobiles Yves Bonnefont, il team boss Mark Preston in tandem con il direttore della performance Xavier Mestelan Pinon, lo sporting and technical advisor Pedro de la Rosa e i piloti Jean-Eric Vergne (campione in carica nonché unico pilota francese assieme a Tom Dillmann a Parigi) e André Lotterer.

Bonnefont, visibilmente emozionato per l’occasione, ha rotto il ghiaccio al DS World sottolineando l’importanza dell’ultimo biennio per il brand DS “Il 2019 è un anno speciale per DS. Nel 2018 sono state introdotte le vetture di nuova generazione con i primi SUV DS Crossback e abbiamo avviato un network dedicato molto importante per il brand a livello mondiale, che ci ha permesso, nel 2019, di portare sul mercato la seconda generazione di SUV DS Crossback tenendo fede al nostro programma orientato al brand e-Tense e al motto “Electrified the world”. Si tratta di prodotti fantastici, che consentono a DS di avere vetture full-electric stradali a zero emissioni ed ecologiche, all’avanguardia e in pole con le richieste del mercato”. Bonnefont ha sottolineato l’importanza dello sviluppo della powertrain DS: “Abbiamo unito il piacere della guida con il rispetto per l’ambiente e credo che quello delle auto completamente elettriche sia un processo partito e destinato a crescere. A partire dai centro città di alcune capitali, vedo che sta nascendo una vera e propria tendenza e il mercato credo avrà un’accelerazione importante in tal senso”. Il presidente DS Automobiles ha giustamente ricordato l’ingresso della DS in Formula E: “Era il giugno del 2015, a Geneva, quando entrammo in Formula E ed eravamo il secondo costruttore a prendere parte all’elettro-show. Sin da allora, abbiamo sempre condiviso lo spirito avantgarde della serie. Siamo felici e fortunati che Jean-Eric Vergne sia diventato ‘ambasciatore’ non solo del nostro programma, ma anche della serie”.

Venendo al lato agonistico e tecnico della Formula E, il team boss Mark Preston ha esordito così: “Il nuovo formato delle qualifiche penalizza e aiuta i piloti a seconda delle occasioni, ma non c’è dubbio che abbia contribuito a rendere la stagione molto interessante. Sette vincitori diversi in sette gare sono un risultato emblematico e l’Attack Mode gioca la sua parte per rimescolare le carte in tavola. Fondamentalmente, penso abbia favorito duelli eccitanti”. Le aspettative per l’ePrix casalingo sono decisamente delle migliori: “Abbiamo aspettative alte per l’ePrix di Parigi del 2019, non solo per i recenti progressi e per il secondo posto ottenuto da André Lotterer a Roma, ma anche per il successo che abbiamo colto lo scorso anno con JEV partendo dalla pole”.

Il lavoro al simulatore, in Formula E, è sempre più importante, soprattutto considerando il weekend molto compatto che vede lo svolgersi di prove libere, qualifiche e gara nell’arco della stessa giornata. Parola di Xavier Mestelan Pinon: “E’ sorprendente pensare che ieri, nell’arco di venti minuti, siamo passati dal simulatore alla pista” (ride). Ed è stato molto utile. Siamo in lotta per entrambi i titoli e il lavoro che svolgiamo nella factory è fondamentale, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo di componenti tecnologiche quali la powertrain, la batteria e l’inverter. Il miglioramento che abbiamo avuto per quanto concerne la batteria con le nuove eGen2 nella serie è incredibile e siamo molto contenti della powertrain di cui disponiamo, soprattutto per quanto concerne l’efficienza. L’elemento di ‘re-gen’ non è affatto da sottovalutare, perché riusciamo ad avere una percentuale elevata (30-40% di potenza aggiuntiva)”.

Visto in Formula 1 in tuta Arrows, Jaguar e McLaren, lo spagnolo Pedro de la Rosa, dallo scorso anno in seno al team Techeetah, è sempre più ‘ambasciatore’ dell’universo DS, ricoprendo un ruolo importante ed ambivalente nel team di Formula E. “Il mio è un supporto sia tecnico che sportivo, per cui molto interessante” ha esordito il simpatico spagnolo, riflettendo sul pressoché inesistente margine di errore nell’economia del weekend di gara: “DS Techeetah è leader del campionato nonostante ad ogni gara ci sia stato un differente vincitore, per cui è un segnale molto incoraggiante per noi. Non c’è spazio per errori perché nel weekend dell’ePrix tutto è molto compresso. Occorre un setup specifico basandosi sulle condizioni meteo dovendo adattarsi ed essere efficienti in base ai cambiamenti non solo climatici”. De la Rosa, da veterano delle corse nonché tester di lusso ha definito ‘artistica’ la guida richiesta in Formula E: “Nella serie full electric la macchina è molto diversa da quella tradizionale ed occorre una guida veloce e al contempo efficiente. Le gomme sono molto sensibili in realtà e ogni curva è un’autentica sfida per via del “re-gen”. I piloti devono adattarsi ed essere anche ‘artisti’ nell’interpretare il tutto”. Alla domanda “in Formula E conta di più il pilota o l’ingegnere?”, De La Rosa ha risposto: “Tra l’ingegnere e il pilota, alla fine, a decidere è sempre quest’ultimo, ma il dialogo è costante e essere ingegnere di gara, in questa serie, equivale ad essere uno psicologo (ride)”. Lo spagnolo, come molti suoi illustri colleghi, è convinto che l’Attack Mode avrà un ruolo non indifferente: “La pista è simile a quella dello scorso anno, ma sono sicuro che la nuova modalità di attacco inciderà e non poco”.

Idolo di casa e fresco di compleanno (25 aprile, 29 anni per JEV), il campione in carica Vergne, al termine delle dichiarazioni di rito, ha scherzato al nostro microfono sulla clip realizzata per la Formula E nel centro di Parigi al volante della sua DS Techeetah, raccontando lo stop intimatogli dalla Polizia per via dell’accelerazione da 0 a 50 nell’arco di un battito di ciglia. Recentemente, il team boss Mark Preston, ha dichiarato di aver individuato in Sanya una chiave di volta per la stagione e JEV si è detto d’accordo: “La vittoria ci ha sicuramente aiutato e avviare il miglioramento è un processo graduale. Alzi l’asticella e poi si tratta di mantenere il livello sempre alto. Talvolta alcuni fattori esterni penalizzano il trend, penso ad esempio alla gara di Roma, dove in virtù di qualifiche non indovinate non ho marcato punti e quindi sui giornali sono uscite critiche, ma quando la fiducia con il team è salda, si va avanti con grande motivazione e tutto funziona sulla lunga distanza”. Riguardo all’uscita nel gruppo 2 in qualifica, Vergne non ha usato giri di parole: “Spingerò al massimo considerando le condizioni che incontrerò. Non posso davvero fare altro”. Riguardo al duello intercorso con il rivale Lucas Di Grassi dell’Audi nell’ePrix di Parigi della season 4, Vergne ha specificato: “Sì, lo scorso anno è stata una battaglia intensa, ma con un rivale ben preciso, sia per quanto riguardava il pilota e il costruttore. Quest’anno, invece, sarà una battaglia ‘tutti contro tutti’. Infine, una battuta sulla versione della Gioconda con il volto di Vergne apparsa nella “the Art of Racing” clip: “Penso sia stata una bella idea. Intendo, sarebbe bello se quella realizzazione potesse valere quanto la Gioconda originale” (ride di gusto).

Il compagno di squadra André Lotterer, terzo in campionato a soli tre punti dal leader Jerome D’Ambrosio (Mahindra), si appresta a disputare il diciannovesimo ePrix della sua storia, il secondo a Parigi. Il veterano tedesco non ha nascosto di aver perso qualche occasione sin ora in stagione, ma si è detto fiducioso per il proseguimento della stagione: “Ho lavorato duramente per recuperare e a Roma ho disputato una corsa molto positiva. Ogni corsa richiede la miglior preparazione e fortunatamente abbiamo un team eccezionale alle spalle. Disponiamo di un pacchetto molto competitivo e lo abbiamo dimostrato in diverse occasioni. Forse solo Città del Messico è stato un ePrix da dimenticare. A Parigi l’obiettivo è chiaramente replicare il podio, cercando di partire più avanti possibile perché superare è difficile su questa pista”.