Il team del ghepardo con gli occhi a mandorla esce tutto sommato soddisfatto dall’ePrix di Parigi, ottavo round del campionato 5 di Formula E che ha registrato l’ottavo vincitore diverso in altrettante gare. Una corsa folle, fortemente condizionata dal meteo instabile e dalla forte pioggia scesa nel corso dell’ePrix. Di fatto, abbiamo assistito alla prima vera e propria gara in condizioni di bagnato nella storia della serie full-electric, caratterizzata da numerosi incidenti, colpi di scena e situazioni caotiche. DS Techeetah, grazie al doppio finale a punti con entrambi i piloti giunti al traguardo, continua a guidare la classifica costruttori con 145 punti, 7 in più dei rivali della Virgin, la cui gara ha salutato il successo di Robin Frijns, ma ha incontrato ben più di un problema con il compagno di squadra Sam Bird.

La gara di JEV

Il campione in carica nonché idolo di casa Jean-Eric Vergne, scattato dalla dodicesima posizione iniziale (quattordicesimo in qualifica, ma il nostro ha guadagnato due posizioni in virtù della squalifica di entrambe le Mahindra), ha rimontato di gran carriera cercando di tenersi il più possibile lontano dai guai, sebbene sia incappato anche in un contatto con il pilota Venturi Edo Mortara potenzialmente pericoloso, ma fortunatamente senza conseguenze per i due. JEV è attualmente sesto in campionato a quota 62 punti, tre in meno di Jerome D’Ambrosio (Mahindra). “E’ stata una buona gara perché siamo partiti dal fondo, facendo un buon recupero considerando in particolare le condizioni della pista, con i rovesci climatici e la pioggia molto intensa” -ha affermato Vergne, sesto finale sotto la bandiera a scacchi- “Questo era importante per noi, soprattutto per il campionato”. Riguardo al contatto con Edo Mortara (Venturi), JEV non ha avuto peli sulla lingua: “Penso abbia chiuso troppo in traiettoria, io ero dietro e il muro era molto vicino ad entrambi (lui l’ha toccato), quindi siamo entrati in contatto. (Edo) non è stato penalizzato per quella manovra, ma è stata rischiosa. Probabilmente era molto in difficoltà in quel frangente”. Riguardo alla scarsa visibilità, JEV si è detto meno preoccupato rispetto ad altri piloti: “Ad un certo punto era davvero scarsa e si faceva fatica a vedere, ma nemmeno così drammatica la situazione”.

La gara di Lotterer

Quanto ad André Lotterer, magnifico secondo avendo realizzato il terzo finale a punti consecutivo in stagione bissando il secondo posto ottenuto a Roma, il tedesco ha così commentato la sua corsa parigina: “E’ andata molto bene all’inizio avendo guadagnato due posizioni grazie alla penalità rifilata alle Mahindra. Ho effettuato dei sorpassi quando la gara è stata lanciata, poi mi sono ritrovato secondo e ho provato ad andare a caccia di Robin (Frijns), ma la mancanza di grip ad un certo punto mi ha portato ad una conduzione più accorta, portando la macchina a casa e raccogliendo diversi punti. E’ stato molto emozionante, comunque, disputare questa corsa e ho fatto anche dei bei sorpassi”. Riguardo la partenza con safety car, il tedesco ha elogiato la direzione di gara: “I commissari hanno preso la decisione giusta”. La scarsa visibilità incontrata in gara non ha spaventato il veterano tedesco, preoccupatisi più che altro della mancanza di grip: “Certo, guidare con molta mancanza di downforce e vedendo poco non è mai un’esperienza rilassante (ride), ma è stata la mancanza di grip il problema maggiore”. Ora Lotterer è al secondo posto nella classifica piloti con 81 punti nel carniere, solamente uno in meno del vincitore dell’ePrix parigino Robin Frijns e, il tedesco specialista delle gare di durata, è a caccia del primo successo in stagione, risultato centrato dal compagno Vergne in Cina.