Va o resta? Il tormentone Ross Brawn-Mercedes iniziato a marzo, da quando la squadra tedesca ha ingaggiato Paddy Lowe dalla McLaren, sembra ormai arrivato alla fine. Dall'Inghilterra rimbalza la voce di una scissione dopo l'ultima gara di campionato. Anche nelle ultime corse Ross Brawn aveva lasciato poche possibilità al fatto che la sua esperienza potesse continuare con la Mercedes. «Ne stiamo ancora parlando con Lauda e Wolff - aveva detto il tecnico inglese - posso anche rimanere ma a condizione di essere l’unico direttore tecnico, la persona a cui spettano le decisioni finali, perché un team ha bisogno di una figura del genere, che si prenda le sue responsabilità». Questa qualifica invece, Lauda e Wolff l’hanno promessa da tempo a Paddy Lowe, strappato alla McLaren a inizio anno e che già adesso ricopre il ruolo di Direttore Tecnico Esecutivo. Inotre il team Mercedes pullula già di altri tecnici di vertice, oltre a Paddy Lowe ci sono anche Aldo Costa, Geoff Willis e Bob Bell, pure lui con la qualifica di direttore tecnico. In realtà Brawn rappresenta la passata gestione della Mercedes in F.1, quella riconducibile anche a Michael Scumacher e Norbert Haug. Esperienza poco felice che Lauda e Wolff vogliono fare dimenticare, come immagine e come risultati ottenuti. Oggi Brawn non è più coinvolto nel discorso tecnico, ricopre il ruolo di Team Principal, qualifica che però va in netto contrasto con quelle che sono le funzioni operative e le responsabilità di Toto Wolff e Niki Lauda. Appare così quasi scontato che all’età di 59 anni, Ross Brawn abbandoni la Mercedes ed esca per il momento di scena. Anche se Lauda dichiara ufficialmente che vorrebbe fare di tutto per tenerlo in squadra mentre Wolff sull’argomento è più distaccato. Qualcuno aveva ipotizzato un futuro di Brawn in Williams, ma è un’ipotesi superata da quando Frank Williams ha affidato il ruolo di Team Principal alla figlia Claire. Si è anche parlato di un coinvolgimento di Ross Brawn alla McLaren nel 2015, nell’anno del ritorno della Honda per garantire una figura tecnica di prima grandezza al partner giapponese. Ma lui lo ha smentito più volte in modo perentorio. Inoltre negli ultimi anni Ross Brawn ha sempre rifiutato incarichi che non prevedessero il comando assoluto e la qualfiica di Team Principal: lasciò la Ferrari a fine 2007 perché Maranello non volle affidargli quell’incarico, si è creato la sua squadra BrawnGp dove era padrone e Team Principal, l’ha venduta alla Mercedes nel 2010 garantendosi ancora quel ruolo, per cui perché in futuro dovrebbe accettare mai un rango inferiore? Recentemente aveva parlato di riprendersi un anno sabbatico per dedicarsi alla pesca, come aveva già fatto ai tempi della Ferrari. Del resto Ross Brawn è il tecnico che nella storia della F.1 ha guadagnato di più, può certamente permetterselo. Per tornare in futuro ad occuparsi di competizioni e automotive con uno studio di engineering, progetto che anni fa aveva già accarezzato quando ancora lavorava per Tom Walkinshaw. Brawn oggi è ricchissimo: quattro anni fa ha incassato circa 140 milioni di euro vendendo la sua scuderia BrawnGp alla Mercedes e la sua unica ambizione potrebbe essere vincere ancora un titolo mondiale con un’altra squadra per superare l’amico-rivale Newey, che come lui ha vinto tre titoli mondiali in F.1 con tre scuderie diverse: Benetton-Ferrari-BrawnGp nel caso di Ross e Williams-McLaren-Red Bull nel caso di Newey.