E alla fine Montezemolo parlò. Il presidente della Ferrari ha parlato della stagione F.1 2013 sui canali Rai in un'intervista esclusiva al giornalista Marco Franzelli. Ecco una sintesi di quel che ha detto. Tanto per cominciare il bilancio di Montezemolo sul 2013 non lascia spazio a dubbi: «Lo giudico un anno da dimenticare e deludente, essenzialmente per tre ragioni. Punto uno, non siamo riusciti a sviluppare la macchina nella seconda parte della stagione. Voglio cercare di capire bene il perché di questo, perché se ci sfuggono aspetti del genere poi i problemi potrebbero rispresentarsi. Secondo: le gomme; anche se su questo versante non cerco scuse. Abbiamo realizzato una monoposto studiata per correre con un certo tipo di pneumatici, e si è dimostrata molto competitiva. Poi le gomme sono state cambiate e questo si è dimostrato un vantaggio per gli altri e uno svantaggio per noi. Inoltre c’è stata un’interpretazione delle regole da parte di una squadra (la Mercedes, ndr) che può essere giudicata quantomeno strana. Tale team è poi incorso in una punizione da parte dell’autorità sportiva che è rassomigliata tanto a una lavata di mani di pilatesca memoria». Continua Montezemolo: «Per quanto riguarda il primo aspetto, è stato ed è terreno di riflessione interna alla Ferrari, mentre per quanto riguarda il secondo, abbiamo fatto valere per quanto possibile le nostre ragioni nelle sedi ufficiali preposte. Infine, punto tre, purtroppo ci sono mancati i punti di Massa nel campionato mondiale Costruttori. Un buon motivo per riflettere su cosa ci è accaduto quest’anno per ottimizzare la situazione in vista della prossima stagione». Anche sul versante squisitamente politico-sportivo, Montezemolo mostra di avere le idee chiare: «La nostra è una storia lunga, che nel mio caso inizia fin da quando a metà Anni ’70 rappresentavo nel Circus gli interessi di Enzo Ferrari. Abbiamo raggiunto un accordo con Bernie Ecclestone e la Fia che vede la Ferrari quale unico team dotato di diritto di veto: avere più peso politico di così è impossibile. Siamo perfettamente consapevoli del nostro potere nella Formula 1, che senza di noi sarebbe una cosa completamente differente. Detto questo, il potere deriva anche dall’avere a disposizione una monoposto vincente e questa ci è mancata. Tutto il resto che si può aggiungere, fa solo parte del gossip». Pareri ben delineati anche sugli uomini forti delle autorità sportive, ossia il Presidente della Fia Jean Todt e Bernie Ecclestone, la persona più influente della Formula 1: «Todt verrà riconfermato nel suo ruolo e io mi aspetto grandi cambiamenti, perché da troppi anni la Federazione è rimasta uguale a se stessa e un’evoluzione è ormai richiesta dalla realtà delle cose. Detto questo, un potere sportivo forte è una priorità per la Ferrari. Ecclestone vede Horner come suo successore? La verità è che col passare del teampo a Bernie piace sempre di più scherzare e mi fa piacere che dimostri ancora desiderio di fare questo...». Quanto alla penalità subito da Felipe Massa a Interlagos, Montezemolo spiega il suo punto di vista: «Penso che la punizione sia stata per Felipe sproporzionata e ingiusta, così come lo è stata quella inflitta ad Hamilton. Se il nostro pilota fosse giunto quarto, avremmo conquistato il secondo posto finale tra i Costruttori. Come accade ormai troppo spesso, gli esperti che a ogni weekend di Gran Premio fanno parte del collegio dei commissari assumono delle decisioni opinabili e non condivisibili. Bisogna essere molto cauti in proposito, perché in gioco c’è la credibilità per rispettare il lavoro delle Case che investono e quello che piloti che correndo si prendono dei rischi» .  Fine 1° parte (continua)