La Ferrari ha un diritto di veto sulla scelta del successore di Bernie Ecclestone. Lo rivela Bernie Ecclestone alla Cnn sulla base dei documenti preparati per la quotazione in Borsa della F.1. È qui che si legge: «Dobbiamo ottenere il consenso scritto della Ferrari prima della nomina di un CEO (equivalente al nostro amministratore delegato, ndr) se questa persona, nei cinque anni precedenti, ha ricoperto un ruolo dirigenziale in un team, o ha detenuto quote pari almeno al 5 per cento in una squadra o in una Casa legata a un team anche come motorista». Capito adesso perché Montezemolo dice che la nomina di Christian Horner come sostituto (quando sarà il tempo...) di Bernie è solo una battuta? Il capo della Red Bull non potrebbe mai essere eletto senza il permesso della Ferrari. Ed è difficile che questo permesso arrivi. Lo stesso vale per ogni manager che ha trascorsi recenti in una squadra, o magari nelle varie Mercedes e Renault. Lo stesso Montezemolo, pochi giorni fa, aveva affermato: «Abbiamo un diritto di veto, per cui non si può dire che manchiamo di potere politico». Con questa facoltà, Ferrrari può controllare il dopo-Ecclestone. E Bernie aveva detto in Brasile che dopo di lui ci vorrebbe un uomo già esperto di F.1... (a.a.)