Il successo si paga. E la Red Bull lo sa bene. Con il nuovo anno, per le squadre, arrivano anche tasse di iscrizioni salatissime, volute da Jean todt, e proporzionate ai risultati conseguiti nella stagione precedente. Così la Red Bull, che nel mondiale 2013 ha raccolto la bellezza di 596 punti, dovrà pagare 4.14 milioni di dollari, pari a poco più di 3 milioni di Euro. È quanto risulta da un’analisi condotta in Inghilterra dall’agenzia Reuters. Il secondo posto della Mercedes “costa” alla squadra 2,33 milioni di dollari (1,7 di Euro) e la Ferrari, terza nel Costruttori l’anno scorso, paga appena meno (2,3 milioni di dollari) perché la differenza è di appena 6 punti. Perché tanta disparità fra la Red Bull e le altre squadre? Perché la nuova regola, varata nello scorso novembre, prevede che oltre a una quota-base uguale per tutti (508 mila dollari), ogni team paghi cinquemila dollari per ogni punto conquistato. Ma la squadra campione del mondo, invece, ne paga seimila... Marussia e Caterham quindi, che non hanno preso punti, se la cavano con “solo” mezzo milione.