dal nostro inviato a Melbourne (Australia): Alberto Antonini Ci mancava anche la pioggia, neanche ci fossero pochi elementi nuovi in questo mondiale. Il maltempo, però, ha portato alla luce la componente “umana” di questa F.1, in grado di stupire nonostante le complicazioni tecniche. È chiaro che l’elettronica comanda sempre e tutto, e probabilmente è proprio un guaio elettronico che ha impedito a Vettel di accedere alla Q3, mentre Ricciardo, al debutto con la Red Bull, arrivava a mettersi in mezzo alle Mercedes. Però la componente umana risalta, per esempio, nelle scelte “prudenziali” (o troppo arroganti) della Mercedes, che non ha rischiato le gomme intermedie nell’ultimo tentativo. Il grosso punto interrogativo resta la Ferrari. Perché Alonso che dice «quinto è il posto che meritiamo, asciutto o bagnato che sia» è un ricordo inquietante dell’anno passato. Non ci si può accontentare di una terza fila, e in realtà è sembrato che la F14 T potesse dare qualcosa di più. Almeno con Fernando, perché Raikkonen appare in difficoltà con tutto, dall’abitacolo al pedale del gas. Opinioni contrastanti fra i due. Fernando dice: «Dobbiamo migliorare il brake-by-wire, non voglio dire che è lì che prendiamo un secondo dalla Mercedes, ma non è costante». Invece Kimi non ne fa un problema: «Non è una frenata tanto diversa dall’anno scorso». Da segnalare che le Ferrari, ossia le “lepri” dei test invernali, stavolta sui rettilinei - corti - dell’Albert Park non hanno brillato. Lente anche le Red Bull, ma questo è normale: non a caso Ricciardo veniva fuori bene dalle curve lente, il carico c’è ancora. Fra i top team del 2013, chi è veramente scomparso è la Lotus. Non c’è “un” guaio per la E22, c’è solo il fatto che per loro l’Australia è come per gli altri Jerez, sede delle prime prove invernali. In gara cambierà tutto. Ma la Mercedes ha la possibilità di fare la doppietta mancata in qualifica se, come sembra, ha una gestione migliore della parte elettrica che permette di risparmiare parecchia benzina. Affidabilità permettendo.