dal nostro inviato a Sakhir (Bahrain): Alberto Antonini Tutto come previsto, tranne per il fatto che stavolta è Rosberg ad azzeccare il giro perfetto, mentre Hamilton sbaglia troppo. Per il resto, la Mercedes Gp si conferma imprendibile, l’unica a girare sotto il limite del minuto e 34. «Abbiamo migliorato costantemente - dice Nico - e trovato il bilanciamento giusto». Lewis, invece, ha bloccato le ruote anteriori nel giro “buono”, dopo che entrambi si erano presi il lusso di non usare le gomme soft nella prima parte (Q1). L’asfalto più fresco della sera non fa miracoli, la W05 ha un vantaggio enorme nella gestione della potenza e della coppia. Ma dietro sorprende Ricciardo (sempre con problemi al sensore benzina) che annichilisce Vettel, alle prese con un assetto difficile e problemi alla scalata di marcia. In generale, però, la sua Red Bull pasticcia troppo con gli assetti, cercando un impossibile compromesso fra velocità di punta (scarsa: 314 km/h contro i 328 delle Force India) e aderenza in curva. Risultato: undicesimo tempo, a meno della penalizzazione del compagno di team. Peccato, appunto, che Daniel debba scontare la penalizzazione di dieci posizioni per il problema ai box in Malesia: «Non è bello sapere di dovere partire indietro, ma ho dato il massimo». La terza piazza in griglia va così a un solido Bottas, che precede la sorpresa Perez. Si aspettava Hulkenberg, che invece sbaglia il giro e rimane addirittura fuori dalla Q3. Sorprende in positivo anche Raikkonen, con il sesto tempo: “Stiamo migliorando l’inserimento dell’avantreno”. Va invece in crisi Alonso, ultimo della top ten e incapace di spiegare il perché: “Ho peggiorato da una sessione all’altra, perdevo velocità in rettilineo. Potrebbe essere stato un problema della power unit, ma forse anche un guaio aerodinamico, il fondo che si è danneggiato. Sarà una gara difficile”.