Niente da fare per la Red Bull. Il tribunale d’appello di Parigi ha respinto la sua richiesta contro la squalifica di Daniel Ricciardo, arrivato secondo allo scorso Gp Australia e poi tolto di classifica. La squadra si era appellata contro la decisione dei commissari di Melbourne, che (su indicazione della Fia) avevano considerato irregolare il flusso di benzina verso il motore Renault durante la gara. Questo flusso viene controllato dalle sonde della Gill. Poiché, argomentava la Red Bull, la sonda non funzionava bene, il team si era basato sulle indicazioni della sua telemetria, sostenendo che erano più precise. Ma la Fia aveva invece riscontrato un flusso “costantemente più elevato” del limite consentito di 100 Kg /ora (potremmo dire invece 27 grammi/secondo). Il verdetto è importante perché fissa un precedente, indicando i flussometri della Gill come unico strumento approvato di misurazione, nonostante ci siano stati altri problemi nei Gp successivi (quasi sempre con motori Renault). Paul Harris, rappresentante legale della Mercedes, in aula aveva chiesto una punizione aggiuntiva - con la condizionale - per evitare che la Red Bull fosse tentata di utilizzare ancora la sua telemetria invece della sonda. Il tribunale ha invece ritenuto di non comminare sanzioni aggiuntive. Ecco il comunicato della Red Bull in merito alla squalifica di Daniel Ricciardo: "Infiniti Red Bull Racing accetta la sentenza della Corte d'Appello Internazionale di oggi. Siamo ovviamente delusi del risultato. Abbiamo sempre creduto e aderito alle norme tecniche in tutto il Gp d'Australia 2014. Ci dispiace per Daniel (Ricciardo) al quale non verranno assegnati i 18 punti della manifestazione, che riteniamo si meritava. Noi continueremo a lavorare molto duramente e cercheremo di accumulare quanti più punti possibili per la squadra, con Daniel e Sebastian (Vettel) per tutto il resto della stagione. Passiamo ora a concentrarci sul Gran Premio di Cina di questo fine settimana".