Dal nostro inviato a Montecarlo: Alberto Antonini Una rondine non fa primavera, specie quando su Monaco grava una cappa di nubi che trasforma il giorno in notte. Però il miglior tempo di Fernando Alonso nella sessione di prove del pomeriggio cambia un po’ le prospettive Ferrari: l’1’18”482 della P2 non è il miglior tempo di giornata (Hamilton al mattino ha segnato 1’18”271) solo perché la pista, al contrario del solito qui, non è migliorata. Anzi, la pioggia all’ora di pranzo l’ha resa impraticabile per le gomme slick fin verso la fine. La Ferrari però ci ha creduto e - dopo aver mandato in pista le due F14 T col bagnato - ha piazzato il miglior tempo di sessione. Con gomme super-soft, al debutto stagionale, che coprono i difetti della Rossa attuale. Manca carico, il grip non è ideale per assicurare trazione, ma una mescola così morbida può sopperire. Aiuta anche il fatto che Fernando abbia girato più degli altri, McLaren a parte. Ma pur commentando poco via radio, ha cercato la prestazione su due di una serie di 7 passaggi cronometrati. Senza cambiare le gomme e migliorando proprio alla fine. Se è vero, come è vero, che la Ferrari gira il primo giorno con meno benzina, è anche vero che qui il peso del carburante ha un’influenza relativa. Peccato che all’acuto di Nando corrisponda l’ultimo tempo di Raikkonen che si è trovato in pista con un guasto all’elettronica del cambio ed è dovuto rientrare sfrizionando nei tratti più lenti per tenere acceso il motore in terza marcia. Hamilton ha provato a reagire ma è rimasto quattro decimi indietro, anche per il traffico. Ma la Mercedes ha dato prova di avere la migliore trazione. Rosberg non ha preso rischi ed è rimasto 20°, e anche Ricciardo non ha fatto concorrenza a Vettel. Ma la Red Bull, qui, ha un telaio pari e forse superiore a quello Mercedes.