Come era prevedibile, la Marussia ha reagito a quanto pubblicato in Germania da “Auto Bild” e riportato ieri da diverse fonti, compreso Autosprint.it (leggi qui). Parliamo del dubbio che poco prima dell’incidente di Jules Bianchi, il pilota fosse stato incitato via radio ad aumentare il ritmo, nonostante le condizioni meteo, per non farsi raggiungere da Ericsson. Nel comunicato del team si legge: “In questo momento di tensione, è angosciante dover rispondere a queste voci... Ma poiché si tratta di illazioni interamente false, la squadra non ha alternativa se non quella di replicare”. Il comunicato prosegue rilevando che “Un file audio della comunicazione radio fra Jules e il team è stata fonrita alla Fia, così come una trascrizione. Da esse emerge chiaramente che in nessun momento durante il periodo che precede l’incidente, la squadra aveva detto a Jules di andare più forte, o fatto alcun commento che potesse indurlo a farlo”. Secondo “Auto Bild”, invece, la Fia aveva un documento registrato che suggeriva il contrario. Sta di fatto, però, che Bianchi ha accelerato. Tanto è vero che il suo ultimo giro prima dello schianto, il 41esimo, avviene in 1’57”090, ed è il più rapido degli ultimi cinque percorsi, nonostante la pioggia sempre più forte. Probabilmente Jules sapeva che Ericsson, che aveva già montato le gomme da bagnato estremo, stava rimontando rapidamente alle sue spalle (1’55”389 il suotempo al 41. passaggio). In ogni caso, stiamo parlando di tutto quello che precede l’incidente, non del giro 42. Finché Bianchi non passa davanti alle bandiere gialle, nel primo settore di quest’ultimo giro, non è tenuto a rallentare. È solo all’inizio dell’ultimo passaggio che la Fia dovrebbe dare, una volta per tutte, un dato ufficiale. Ma non lo fa. Charlie Whiting ha detto: “Basta dire che ha rallentato. Di quanto, è un altro discorso”. Mentre, dopo la gara, Mika Salo, rappresentante dei piloti presso i commissari, aveva fatto notare che la Marussia era passata davanti a cinque posizioni con bandiere gialle sventolate, facendo capire che non per questo aveva rallentato. Evidentemente, Jules non inizia il giro 42 con un ritmo molto inferiore al giro precedente. Ma questo era nel suo diritto e fa parte del suo mestiere. Se la Marussia dice “non l’abbiamo incitato”, in realtà sta parlando di niente. Il problema è solo se e quanto il pilota ha levato il piede dal gas nel T1 del giro 42. Ma, purtroppo, non sono mai stati forniti dati ufficiali. A parte il fatto che anche un rallentamento minimo sarebbe da considerare “legale”, ai fini del regolamento. È proprio questo che dovrà cambiare. L'unico dato a disposizione sull'ultimo giro di Jules, per ora, non è assolutamente ufficiale. Indicherebbe un rallentamento di velocità (ma non nel tempo complessivo) di 15 Km/h rispetto al passaggio precedente. Evidentemente non sono bastati a tenerlo in pista. Alberto Antonini